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Gli eventuali aloni
tendono a scomparire per assorbimento nell'arco di qualche
mese (2-3) e, nel caso di una pulizia più profonda,
è bene impiegare le pagliette domestiche, curando di
non forzare eccessivamente per non causare danni allo strato
lucido. Non è adeguato utilizzare l'acido citrico
(è presente negli agrumi) perché agisce sulla
superficie lucida comportando la diminuzione dell'originaria
brillantezza.
I marmi sono di natura calcarea e le proprietà sono
molto legate alle dimensioni della grana, la quale può
essere fine, media e grossa: il marmo bianco ha la grana fine
con migliori prestazioni di lavorabilità e resistenza
alle azioni e sollecitazioni dell'ambiente. Il maggiore
giacimento mondiale di marmi bianchi è quello delle
Alpi Apuane da dove si estraggono diverse varietà merceologiche,
in particolare i bianchi e i grigi sia venati sia arabescati.
Il disegno e il colore delle venature sono dovuti alle impurità
presenti all'interno del calcare e, tra i marmi esteri,
si ricorda il greco bianco taxos e il rosa del Portogallo.
Vista la particolare composizione, è necessario averne
cura nell'uso e pulizia. La superficie si deve pulire
con acqua tiepida e sapone evitando detersivi liquidi e pulendo
la macchia immediatamente, perché eventuali residui
di origine alimentare, vino, cola, olio, frutta e verdura,
possono provocare aloni di difficile asportazione. È
bene evitare il formarsi di macchie di calore e non si devono
appoggiare pentole calde direttamente sul piano né
far sporgere dall'invaso del piano di cottura pentole,
tegami o bistecchiere durante la cottura dei cibi. Anche per
i piani in marmo è sconsigliato l'utilizzo di
acido citrico, perché può provocare irrimediabili
segni di corrosione e agendo sulla superficie diminuisce e
nel tempo toglie l'originaria brillantezza.
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