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Marketing Management
    di Carlo Baldassi
     
 
Accrescere la propria catena del valore
     
 
 
  Nell ’ultimo numero di questa rubrica (vedi l ’Ambiente Cucina 153)abbiamo analizzato una serie di indicazioni teoriche,ricavate dalle strategie messe a punto dagli studiosi del marketing (quali Kotler e Lauderborn)relative al marketing relazionale (one to one)e al cosiddetto marketing olistico (basato sull ’integrazione della gestione della domanda, delle risorse e della rete).
Vediamo adesso,alla luce di questi schemi generali e delle conseguenti riflessioni su esempi specifici,quali suggerimenti di marketing si possono ricavare per i mobilieri e in generale per le piccole medie imprese che operano su mercati internazionali sempre più competitivi.Innanzitutto,quello di verificare
e aggiornare la missione strategica dell ’impresa e la sua catena del valore,i suoi assets tangibili e intangibili.Le situazioni si evolvono e anche le missioni aziendali possono (o a volte debbono)modificarsi.Se il nostro business originario era ‘produrre sedie in legno ’la nuova missione può diventare ‘pro-
Spunti tattici e indicazioni strategiche per le piccole medie imprese del mobile
che operano sui mercati internazionali durre sedute per canali specializzati come il contract ’(non solo in legno). Importante anche analizzare l ’impresa nei
suoi domini fondamentali per punti forti/deboli e minacce/opportunità (Fdom).L ’analisi Fdom su ciascun dominio aziendale e sugli equilibri operativi permette di valutare più razionalmente le capacità e i possibili futuri orientamenti competitivi.Lo sviluppo costante delle conoscenze interne ed esterne -implicite ed esplicite -costituisce la base del knowledge management per arricchire di
competenze le risorse umane e il presupposto delle attività di monitoraggio strategico (business intelligence).La tecnologia applicata inoltre costituisce un elemento innovativo indispensabile e non è sempre vero che sia molto costosa:tra i programmi concreti di supporto tecnologico alle Pmi c ’è,ad esempio,il Science Park dell ’Area di Trieste per il Friuli Venezia Giulia o il Centro innovazione tecnologica per le Pmi di Bergamo. Importanti le sinergie tra Università e imprese,come dimostra ad esempio quella della Fantoni con il Politecnico di Milano.Occorre che le Pmi intensifichino le occasioni formative,che considerino quindi la formazione continua come un investimento strategico.
Esistono come noto interessanti opportunità per svolgere attività formative e interventi di riorganizzazione aziendale con contributi parziali erogati dalle Regioni o dal Fondo Sociale Europeo con procedure relativamente semplici.Esistono infine crescenti soluzioni formative on line su aspetti tecnico-amministrativi.Quindi,occorre elaborare un piano di Quality Marketing triennale realistico ma competitivo per la definizione di strategie aziendali,comunque tenendo conto dei più frequenti errori che la casistica ci propone in
tutte le quattro fasi principali del piano:analisi,pianificazione,attuazione e controllo. Dopo decenni di esperienze e una miriade di stimoli esistenti (testi,corsi,riviste,siti web),non sono poche a tutt ’oggi le Pmi che gestiscono il loro marketing mix con una persistente approssimazione.La politica di pro-
dotto non sempre ha un consapevole equilibrio con i margini per singolo prodotto. Il pricing non sempre tiene conto in modo aggiornato dei costi e del posizionamento competitivo (‘management per supposizione ’).La politica di comunicazione manifesta a volte contraddizioni e la distribuzione multicanale non sempre risulta gestita con una visione sistemica.Nelle Pmi produttrici di
beni durevoli che incontriamo,a volte resta occasionale o soggettiva la gestione delle reti indirette (agenti e rivenditori).Ovviamente oggi il marketing relazionale one to one comprende sia il presidio dei canali tradizionali sia le opportunità online.È importante attivare strategie di Customer relationship
management che coinvolgano tutta l ’azienda e l ’intera catena del valore.Le strategie Crm si incentrano sulla valorizzazione del capitale relazionale dell ’impresa:clienti,fornitori,stakeholder.Sia nel Crm sia nelle attività sul web occorre naturalmente partire dal piano di marketing.Occorre definire gli obiettivi annuali sulla base del budget che, partendo dai dati storici affidabili,costruisca le previsioni di vendita e indichi gli obiettivi conseguenti alla produzione,agli acquisti, alla funzione finanziaria e alla direzione generale per gli aspetti organizzativi e il controllo.Nell ’attivare il budgeting di marketing
e il controllo di gestione occorre tener conto di indicatori dei risultati,cioè le grandezze più significative da rilevare ritenute utili alla gestione aziendale (key performance indicators)tra cui i risultati economici complessivi, i ricavi e i costi per ciascun centro di profitto e responsabilità,il livello di customer satisfaction di questi centri,l ’impiego di risorse umane e organizzative.La gestione dell ’im-
presa per obiettivi (management by objectives)comporta la definizione del job profile di ogni operatore con ruoli significativi,la formalizzazione di un sistema di obiettivi concreti e le performance prestazionali ricevute in rapporto alle attese.Anche nella valutazione di agenti e intermediari occorre considerare tre livelli di prestazioni:i risultati di vendita rispetto agli obiettivi concordati,i
livelli di marginalità delle vendite e le capacità del venditore di trasferire valore e gestire le relazioni sul mercato locale.(2 -fine)

   
 
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