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Per progettare e gestire
la vendita è indispensabile definire e misurare le esigenze
e le aspettative del consumatore, la cui soddisfazione è
prevista dalle normative sui sistemi qualità e dalle
indicazioni europee
La ragion d’essere di un’organizzazione è
soddisfare i requisiti dei clienti. Un principio chiave che
è alla base di ogni buona attività produttiva
e che è da lungo tempo una delle verità della
vita commerciale.
Ma cosa è un requisito, cosa si intende per requisito
del cliente, come si valuta la conformità ad un requisito?
La questione, in realtà, dovrebbe essere nota e chiara
a tutti in quanto, di recente, è assurta a disposizione
di legge attraverso la “arcinota” Direttiva Garanzie
Europea ( Dlgs n°24/2002). La norma sui Sistemi Qualità
(UNI EN ISO 9000), da cui sono desunte le maggiori indicazioni
normative della Unione Europea, fa molti riferimenti alla
“soddisfazione dei requisiti del cliente”, ma
fornisce poche spiegazioni su che cosa siano precisamente
i “requisiti” o su come dovrebbero essere identificati.
A sua volta la Iso 9000 definisce il “requisito”
come un’ “esigenza o aspettativa che può
essere espressa, generalmente implicita o cogente”.
L’implicazione è che i requisiti del cliente
siano onnicomprensivi e che il termine “requisito del
cliente” possa comprendere qualunque fattore che i clienti
usino per giudicare un’organizzazione.
La definizione potrebbe essere un po’ più semplice:
il requisito è tutto ciò che è importante
per il cliente. Ogni buona organizzazione deve determinare,
quindi, i requisiti specificati dal cliente, compresi quelli
relativi alle attività di consegna e di assistenza
dopo vendita.
La parola “consegna” non dovrebbe essere interpretata
in senso stretto (distribuzione fisica delle merci), ma nel
suo contesto più ampio, coprendo tutti gli aspetti
della fornitura del prodotto. Potremmo definirla più
facilmente “commessa con prestazione d’opera”!
Tuttavia, mentre l’organizzazione dovrebbe indentificare,
determinare, e pianificare i requisiti dei propri clienti,
non sempre si riesce a spiegare come, in realtà, dovrebbe
farlo. Fortunatamente, l’introduzione della ISO 9001:
2000 fornisce la risposta. La sezione 02, “Approccio
per processi”, basata sul diagramma del miglioramento
continuo dichiara: “Tale figura mostra che i clienti
svolgono un ruolo importante nella definizione dei requisiti
come elementi di ingresso”:
La responsabilità per l’orientamento al cliente
ricade sulla direzione dell’organizzazione, mentre i
venditori devono essere il veicolo che assicura che i requisiti
siano rispettati ed erogati al cliente. Infatti la direzione
deve assicurare che i requisiti del cliente siano definiti
e soddisfatti allo scopo di accrescere la soddisfazione del
cliente stesso.
La ISO 9001: 2000 si basa sulla sana premessa che soddisfare
i requisiti del cliente sia spesso l’ingrediente chiave
del successo aziendale. Lo scopo della misurazione della soddisfazione
del cliente è chiarire l’estensione alla quale
l’organizzazione realizza tale scopo. Uno degli errori
più comuni commessi dalle organizzazioni è il
presumere di avere una comprensione accurata dei requisiti
del cliente, mentre tutte le evidenze suggeriscono il contrario.
Di questi tempi poi, il requisito del cliente concide anche
con forti protezioni comunitarie sul suo ruolo di consumatore
da tutelare. Ma il settore continua ad ignorare quali siano
gli elementi minimali per fare questo…..nonostante la
legge!
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