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Per
affrontare la competitività internazionale il mobile
made in Italy dovrà spostare l ’attenzione dal
rapporto qualità-prezzo alla creazione di valore per
il cliente
e di un ’immagine distintiva per l ’azienda.
Nuovi concorrenti,sempre più aggressivi,incalzano.Diventa
importante per l’industria italiana del mobile riflettere
sulle strategie per i prossimi anni. Riprendendo la classificazione
di Porter si possono identificare,con i pregi e i limiti di
ogni schema,tre possibili strategie di base:
1)Leadership assoluta di costo ,che fa leva su prezzi più
bassi o,a parità di prezzi, su margini superiori che
possono essere reinvestiti per aumentare ulteriormente la
competitività aziendale.
2)Differenziazione che porta a distinguersi dalla concorrenza
con un sistema di offerta che presenta maggior valore per
il cliente. Il valore è dato dalla combinazione fra
caratteristiche intrinseche del prodotto,elementi immateriali
e prezzo.Il vantaggio competitivo viene ottenuto offrendo
il miglior bilanciamento di questi elementi.
3)Focalizzazione .Riguarda le aziende che, in un contesto
di differenziazione, decidono di focalizzarsi su specifici
prodotti,mercati geografici o gruppi di clienti.
La nostra industria è sempre più in difficoltà
nell ’adottare strategie del primo tipo,adatte a prodotti
poco differenziati e di massa,a causa dell ’emergere
di paesi produttori,la Cina in primo luogo,che hanno costi
che spesso sono una frazione di quelli italiani. L ’unico
modo per fronteggiare questo genere di situazione nel medio
periodo è quello di ricorrere ad una delocalizzazione
massiccia della produzione in paesi a basso costo del lavoro,cercando
di aggiungere valore al prodotto facendo uso del design e
della tecnologia italiani applicati su produzioni di massa.Bisogna
tenere presente che anche il design è un fattore di
differenziazione difficilmente difendibile nel lungo periodo.
I processi di imitazione sono rapidissimi. Non è difficile
immaginare che i paesi mobilieri emergenti nel giro di pochi
anni saranno in grado di fare il salto di qualità,
passando dall ’imitazione alla proposizione di prodotti
originali.Le altre due strategie sono adottabili più
facilmente.Sono più adatte ad un mercato di fascia
media e alta e permettono di sfuggire,almeno in parte,ad una
logica basata sul solo prezzo.Esse creano valore per il cliente
anche tramite l ’utilizzo di elementi immateriali tipici
del made in Italy come il design,il gusto,la qualità
e l ’innovazione di prodotto.Entrambe,per essere efficaci,
impongono comunque di non far conto solo su questi elementi.
Ormai non è più sufficiente ragionare in termini
di rapporto fra prezzo e qualità del prodotto.Bisogna
iniziare a parlare di valore offerto,un concetto più
complesso e difficile da gestire che combina prodotto,prezzo,
servizio,accessibilità dell ’offerta, esperienza
di acquisto e consumo. Per lavorare bene sul valore bisogna
muo-
versi su molti altri fronti. La capacità di comprensione
del mercato deve unirsi a competenze di marketing che permettano
di offrire ad ogni segmento di clienti
il maggior valore possibile.
Nei pacchetti di offerta devono rientrare anche le politiche
di servizio pre e post-vendita al cliente e quelle di canale.I
canali distributivi scelti,qualsiasi sia la loro struttura
e composizione,devono essere coerenti con il mercato servito
in termini di qualità e capacità di trasmettere
l ’intero valore prodotto dall ’azienda.Diventa
necessario trasmettere al consumatore l ’essenza della
proposta di valore
dell ’azienda costruendo,anche con investimenti in comunicazione
adeguati,un
sistema di simboli e segnali facilmente identificabili e comprensibili.Tale
sistema costituisce l ’identità d ’impresa
e di marca. Parlando di strategie di valore e di identità
d ’impresa,due elementi vanno tenuti sempre ben presenti.
Primo:differenziarsi o focalizzarsi non significa rimanere
piccoli perché si servono mercati di dimensioni ridotte,ma
semplicemente servire meglio o in maniera diversa mercati
potenzialmente enormi,come viene dimostrato quotidianamente
da aziende italiane che con queste strategie hanno ottenuto
grandi risultati,in settori dalla moda alla cantieristica
da diporto.
Inoltre,non è necessario per un ’azienda eccellere
in tutte le aree che contribuiscono a creare valore (prezzo,servizio,prodotto,esperienza
e accessibilità dell ’offerta):le imprese migliori
solitamente vantano una eccellenza assoluta in uno di essi,si
distinguono dalla concorrenza in un altro e sono allo stesso
livello nei rimanenti tre.
Una riconferma,se ce ne fosse bisogno,che quello che conta
è il bilanciamento.Ma ancora molti operatori,forse
troppi,giustificano la loro poca volontà di crescita
con l ’elitarietà del mercato cui fanno riferimento
spesso facendo del prodotto l ’unico elemento per la
costruzione delle strategie aziendali.
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