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Le pmi utilizzano
sempre di più la rete come strumento per migliorare
la gestione delle attività tradizionali di marketing
Nella prima fase di approccio a Internet le imprese avevano
messo in rete più le relazioni che le transazioni.Pochi
gli esempi di successo di e-business ‘al primo colpo’.
Ora la tecnologia ICT ha compreso che il web (clicks and mortar)
deve misurarsi con l ’economia reale (bricks and mortar
)e,da parte loro,le aziende della old economy stanno comprendendo
che Internet è uno strumento
per il governo efficiente delle stesse attività tradizionali.Insomma,la
net economy rientra in pieno nel business plan e nel piano
di trade marketing verso i rivenditori da un lato e verso
i consumatori dall ’altro.
Molte pmi che sinora hanno gestito canali tradizionali risultano
tuttavia riluttanti,non solo per i costi incerti di set up
e di gestione, ma anche per evitare conflitti con i canali
distributivi sinora serviti (off line ). Dunque,come generare
sinergie e ridurre rischi di conflitti di canale?
COMUNICARE AI CONSUMATORI E AL TRADE
Il marketing contemporaneo,anche con i suoi strumenti digitali,permette
azioni efficaci,meno costose e in tempo reale per rendere
il cliente protagonista. Occorre comunicare sia verso i potenziali
acquirenti-navigatori sia verso i canali distributivi-partner
in modo sinergico.Alcuni produttori italiani di porte blindate
e sistemi di sicurezza illustrano sul loro sito Internet i
prodotti,le caratteristiche costruttive e i vantaggi.Presentano
finestre interattive che permettono al consu-
matore di acquisire ulteriori informazioni richiedendo le
dimensioni della porta e forniscono anche preventivi online
(vedi ad esempio www.dierre.it e www.oikos.it). Obiettivo
di questi siti è naturalmente anche quello di mettere
il navigatore in contatto con la rete distributiva tradizionale
nelle varie regioni o paesi.Nell ’arredamento,innovativo
il caso Snaidero,che all ’interno delle politichedi
trade marketing ha attivato un portale extranet che permette
ai navigatori di informarsi sulla gamma di cucine e che,nel
contempo,è rivolto verso i principali rivenditori.
La password riservata permette ai rivenditori
selezionati di accedere a una sessantina di servizi innovativi
(tra cui gli ordinativi e la verifica dell ’ordine-tracking
on line)nonchè di accedere a informazioni e articoli
di management.Interessante anche il caso italiano Ipsoa,specializzato
nell ’editoria aziendale, recentemente analizzato anche
dai guru del marketing relazionale Peppers e Rogers. Grazie
alle ICT,Ipsoa ha attivato un sistema di CRM (Customer relationship
management)e migliorato le capacità di servizio informativo
e logistico,ricavandone interessanti performance anche economiche.
Il sistema CRM Ipsoa è incentrato sulla effi-
cace segmentazione del mercato che permette di concentrarsi
sui clienti a maggior potenzialità d ’acquisto.Il
sistema adottato coinvolge naturalmente anche la rete vendita
tradizionale,che grazie a Internet può concentrarsi
sulle effettive azioni di vendita piuttosto che disperdersi
in attività di supporto meno interessanti per i clienti.
Un produttore statunitense di mobili classici, Draxel Heritage,aveva
lanciato nel 2000 una campagna multicanale per valorizzare
tramite Internet i suoi rivenditori indipendenti di arredamento
e fidelizzare potenziali consumatori.Grazie a finestre di
dialogo sul sito in poche settimane si erano raccolti e censiti
vari tipi di contatti.Ai più assidui era stata poi
inviata gratis una brochure su cd,suggerendo il nome del rivenditore
più vicino.A chi
vi si recava ad acquistare entro una certa data veniva garantito
uno sconto extra del 10% e ad ogni nuovo acquirente veniva
consegnata anche una cassetta video con suggerimenti di arredo.Anche
in Italia,in questo settore,si muovono le prime esperienze
di seconda generazione:vedi ad esempio
www.ricci.com.Interessante
anche il caso del portale Federmobili, www.webmobili.it,
che raccoglie attualmente circa 400 rivenditori italiani aderenti
e si appresta a passare ad una fase di ulteriore sviluppo.
IL CRM E LA CULTURA DI MARKETING
Come noto,il Customer relationship management (CRM)consiste
nell ’approccio aziendale basato sui clienti.L ’analisi
di ogni singolo rapporto d ’affari permette,dal punto
di vista di chi vende,di individuare i clienti più
redditizi,su cui concentrare le risorse e gli investimenti
di marketing e logistica in base ad una prospettiva di rapporto
Customer lifetime value,cioè legato ad un lungo periodo
e alle mutevoli esigenze dello stesso cliente cui è
possibile vendere nuovi prodotti (cross selling ).Inoltre
le tecnologie ICT permettono una riduzione dei costi di gestione
commerciale:Ipsoa dichiara di spedire il 15%in meno di comunicati
e fatture.Il CRM deve tradurre anche sul web il valore dell’offerta
per il singolo cliente in effettivi vantaggi realizzabili,sostenuti
da proposte interattive,dove il cliente possa,se lo desidera,essere
protagonista e co-produttore del servizio di fornitura.Il
livello di interazione aumenta l’interesse e la percezione
di affidabilità che il cliente ricava.
Differenziare il pricing e i servizi in base al livello di
fedeltà (e ai relativi costi di marketing e logistica)è
ormai necessario per concentrare le risorse sui migliori clienti
ed evitare le dispersioni verso i cosiddetti ‘coglitori
di ciliegie ’(cherry pickers )che vagano di negozio
in negozio (o di sito in sito)alla ricerca
di uno sconto (spesso apparente). Ma non esistono ‘scorciatoie
’tecnologiche o
‘blitz commerciali ’di breve respiro,né
si possono saltare i fondamenti della cultura organizzativa
di marketing.E a questo proposito, Peppers e Rogers ci ricordano
che “non si possono ottenere risultati solo installando
applicazioni informatiche mirate alla fidelizzazione dei clienti
senza aver riesaminato
contestualmente il sistema incentivante dei venditori,i programmi
di formazione,il sito web,il call center e gli altri strumenti
di interazione con i clienti finali e i traders ”.
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