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Stand Meson’s, Eurocucina 2002
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| Stand
Schiffini, Eurocucina 2002 |
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| Stand
Minacciolo, Eurocucina 2002 |
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VISUAL MERCHANDISING
Elaborato dalla pop art americana ed entrato ormai nella nostra
percezione formale, il fascino geometrico e rassicurante della
ripetizione può rivelarsi di sicuro impatto anche sul
punto vendita
Per gli artisti della pop art lo sdoppiamento o la moltiplicazione
meccanica dei motivi rappresentava la sostituibilità
e la riproducibilità assoluta che conducono ad una crisi
dei valori e della insostenibile disponibilità di mezzi
di consumo,tra
cui i prodotti dell ’industria,dello spettacolo e dell’informazione.
Fra i soggetti singoli reinterpretati da Andy Wharol,figurano
anche tragedie come la Jackie del funerale,o incidenti con morti
e feriti, i famosi “celebri per 15 minuti”, ma anche
zuppe, detersivi, personaggi famosi, oggetti banali. Un manifesto
critico verso la società dell’iperconsumo, per
cui scatole di minestra e detersivi venivano usati, sottraendoli
alla banalità del loro destino,e fatti assurgere a forma
d’arte popolare,facile da capi- re e decodificare per
tutti.Se le merci erano padrone del mondo e dell ’individuo
così diventavano arte alla portata di tutti.
Oggi il processo di moltiplicazione ordinata di oggetti o cose
normali si spoglia dei significati riflessivi sulla vita e sui
consumi e,molto più semplicemente, metabolizzati negli
anni la bellezza e l’impatto delle opere della pop art,ne
utilizza gli aspetti legati alla percezione visiva.
Se negli anni passati erano i trionfi barocchi di oggetti e
decori in forma di natura morta contemporanea (a rievocare Caravaggio
e i fiamminghi)a regalare espressività a stand,vetrine
e allestimenti,oggi grazie all ’incrocio fra le rigorose
e algide suggestioni orientali e la pop art, abbiamo una forma
espressiva dilagante, riconoscibile e diffusa.
Un rigore geometrico, una mano ordinata, matematica,si è
come posata su tutte le cose, sulle foto ortogonali senza luci
drammatiche come sugli stand, organizzandole ordinatamente per
genere e colori e vietando ogni sistemazione casuale. Gli oggetti
singoli sono rigorosamente macro, quelli piccoli esposti in
totale, quasi maniacale serialità.
Tendenza riscontrabile anche in settori country o in stile,
dove elementi romantici sono inquadrati all’interno di
uno schema geometrico preciso e inesorabile.
LA GEOMETRIA CHE PROTEGGE
Ma perché un oggetto singolo acquista un significato
diverso se ripetuto serialmente all’interno di uno schema
geometrico?
Perché l ’oggetto singolo,se piccolo,può
essere più o meno espressivo nella sua unicità,ma
è comunque più indifeso.
Comunica bellezza o squallore,vuoto o pieno del contesto che
lo raccoglie,permette di analizzarne impietosamente ogni dettaglio
e trasmette
questa percezione di sé all ’ambiente circostante.
Lo stesso oggetto,“protetto ”dalla griglia seriale,rispetto
a questa diventa secondario,si fa parte di una texture,si smaterializza
e nello stesso tempo è più memorizzabile perché,innalzato
a livello di simbolo,acquista valore dalla ripeti-
zione.
Nello stesso tempo i decori e i dettagli,la forma, e anche le
eventuali parti brutte o irregolari,assumono regolarità
e ordine. Diventano decoro di un tutto. Un insieme geometrico
attira l ’attenzione perché permette un ’analisi
dell’oggetto singolo protetto dalla geometria.
Comunica dei valori importanti,come il fatto che alle spalle
c ’è sicuramente un progetto,una cura,che prevedono
la scelta dell’oggetto,l’illuminazione adeguata,
la valutazione dell’impatto visivo da lontano e da vicino.
L’allestimento seriale è facile da realizzare,ma
non può essere casuale o imperfetto ed è pertanto
rassicurante per gli spettatori.
È una vetrina di sicuro impatto,un punto focale di effetto
certo da collocare all ’interno di un negozio.
Sono sufficienti tanti oggetti semplici,dai souvenirs ai bicchieri,dai
fiori alla frutta,dai vasi alle lampade per arricchire di nuovi
linguaggi espressivi un punto vendita alla ricerca di diversi
strumenti comunicativi. |