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Breve esame dei
punti deboli più frequenti nelle varie fasi dell’approccio
manageriale
Non solo marketing, nelle pmi del made in Italy. Esistono
anche esempi di aziende dove manca una visione sistemica e
in cui gli investimenti sono occasionali e reattivi. Perciò
vengono meno le sinergie e a volte si sprecano semplicemente
dei quattrini. Il marketing consiste notoriamente in tre dimensioni:
culturale (l’insieme dei valori e comportamenti di un’impresa
o organizzazione), strategica (individuazione delle capacità
distintive, dell’arena competitiva e dei fattori di
successo verso i target), operativa (gli obiettivi e il marketing
mix-prodotti, prezzi, distribuzione, comunicazione e servizi).
Come abbiamo visto negli scorsi numeri, oggi il marketing
assume inoltre una valenza ancora più strategica: fidelizzare
i clienti in base alle affinità e alla redditività
generata, guidando l’intera impresa nella difficile
competizione globale.In particolare, il marketing relazionale
(o one to one ) indica come costruire rapporti più
stabili con segmenti di clientela redditizi,B2B oppure B2C.
Anch’esso va formalizzato e segue il ciclo di ogni approccio
manageriale:analisi, pianificazione, attuazione e controllo.
Se questo è il quadro, quali sono i più frequenti
errori che vediamo nelle aziende?
ERRORI IN FASE DI ANALISI
1.Insufficiente Business Intelligence:anzitutto la insufficienza
o non credibilità delle informazioni di partenza.
Molti investimenti si sono rivelati sbagliati e molti nuovi
prodotti falliscono per insufficienti informazioni. Un’attività
di business intelligence deve permettere la scelta delle fonti
e la sistematizzazione dei dati. È la base per ogni
piano di marketing.
2.Management per supposizione:conseguente alla carenza nelle
attività di business intelligence,molti manager e imprenditori
‘suppongono ’che le cose si svilupperanno in un
certo modo. Li guida, certamente, la volontà di operare
in tempi brevi, ma purtroppo spesso ci si basa su esperienze
passate o letture superficiali delle informazioni.
3.Inadeguata percezione delle attese dei clienti: in un mondo
così mutevole occorre attuare periodiche ricerche sui
fattori critici di successo tramite visite esterne, focus
group con clienti, test sul mercato prima del lancio ecc.
Usate i vostri collaboratori (dipendenti e venditori)come
esperti.
4.Inadeguata comunicazione aziendale: si crede a volte di
essere più bravi di quel che si è. Verificare
la percezione che i clienti hanno di noi, dei nostri valori
e delle nostre performance. Servirà a comunicare i
punti forti distintivi minimizzando i punti deboli. E scegliendo
bene gli strumenti.
ERRORI IN FASE DI PIANIFICAZIONE
1.Carenze nella individuazione degli obiettivi: il piano di
marketing e il budget previsionale annuale sono basati sulla
lettura corretta del passato e sull ’analisi delle tendenze.
La costruzione di un budget credibile coinvolge per mesi il
management che ne deve formalizzare gli obiettivi quanti-qualitativi.
2.Management dalle promesse vuote: se il budget non è
formalizzato,tutti possono dire di avere ragione. Ma le cose
spesso non vanno avanti.E poi c ’è sempre chi
dà la colpa agli altri...
3.Quantità di carte e mediocrità globale: colti
dalla frenesia dei dati,a volte si producono monumenti cartacei
che non servono a governare l’azienda.Occorrono pochi
e seri indicatori di performance che misurano l’a-
vanzamento degli obiettivi e le prestazioni del management.
4.Impegno inadeguato del management: se gli obiettivi sono
fumosi o non realistici e se non vengono misurate le performance,
il management spesso si ritrae per la sensazione diffusa di
irrealizzabilità degli obiettivi. Micidiale.
5.Contraddizioni strutturali:a volte nel piano di marketing
ci sono dei limiti strutturali. Ad esempio, si presuppongono
nuovi prodotti che arriveranno troppo tardi, perché
in fabbrica ci sono dei problemi. Oppure investimenti di comunicazione
impossibili per limiti finanziari.
Oppure perché certi uomini sono mediocri.
ERRORI IN FASE DI ATTUAZIONE
1.Limiti organizzativi: non chiarezza dei ruoli,mediocrità
di qualche dirigente, inidoneità delle tecnologie,
mancanza di lavoro di squadra ecc. sono tutte manifestazioni
di limiti organizzativi che possono rendere impossibile conseguire
gli obiettivi. Tipica l’azienda che vuole fare web marketing
senza
un piano di marketing né un progetto di ICT adeguato.
Fare una check list severa prima di partire. E se serve, chiedere
una mano ad un esperto.
2.Inadeguata comunicazione tra le funzioni: è più
frequente di quel che si pensa. L’informalità
della comunicazione a volte nasconde ambiguità e ridondanze,
personalismi eccessivi e scarsa attenzione all’efficacia
dei flussi. E infine succede che le funzioni non cooperano
perché ognuno crede di
fare un lavoro diverso...
ERRORI IN FASE DI CONTROLLO
1.Inadeguatezza dei feed back: senza credibili indicatori
di performance tutto diventa oscuro. Si vedono magari aumentare
momentaneamente le vendite,ma non si tiene conto dei costi
commerciali. Si vede aumentare la produzione ma non si tiene
conto dei costi di logistica. Tutto ciò che non può
essere misurato non può essere migliorato.
2.Incostanza temporale dei controlli: senza un reporting almeno
mensile la gestione del piano e dei budget annuali è
impossibile. Per fortuna oggi esistono software efficaci.
Basta volerli usare. Ogni mese ciascun responsabile deve leggere
i dati di pertinenza e si deve confrontare con il resto del
team per andare avanti.
3.Ritualizzazione inefficace e iperpoliticizzazione: errore
opposto.Conosco manager che trangugiano tempestivamente tutti
i dati, ma che non intendono cambiare il modo di procedere
di fronte alle novità.Le riunioni diventano una cosa
stanca e rituale, inutile quando non dannosa. Spesso manifestano
un clima interno troppo politicizzato, dove ciascun manager
cerca di scovare gli errori
degli altri o si nasconde dietro un formale consenso verso
il capo per...accoltellarlo.
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