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Per fidelizzare
i clienti le piccole imprese scoprono il customer relationship
management.
La gestione dell’azienda orientata a stabili e profittevoli
relazioni con i clienti, ovvero il customer relationship management
(CRM), in tempi di crescente competizione ed incertezza sulle
strategie, è diventata una necessità inderogabile
per grandi e piccole imprese di ogni settore. Dalla Nissan
alla Tesco, da Wal Mart alla Ducati, da catene alberghiere
a piccole imprese di servizi:vi sono esempi per tutti i settori.
Attivare il CRM significa costruire dei sistemi informativi
che (partendo dagli acquisti effettuati dai clienti, dalle
loro esigenze specifiche, di prodotti e di servizi, e arrivando
alle modalità di acqui-
sto preferite) permettano di attuare programmi di comunicazione
di marketing personalizzati e, in generale, di gestire l’azienda
come sistema aperto orientato ai clienti.
Secondo Philip Kotler, nell’epoca del marketing digitale
le imprese devono attivare una crescente efficienza ed efficacia
nei loro rapporti con clienti, collaboratori e fornitori,
investendo nello sviluppo contemporaneo di
tre sistemi: gestione delle relazioni con i clienti (CRM);gestione
delle risorse umane interne (IRM);gestione delle partnership
con i fornitori (BPM).
Nonostante molti tentativi parziali, ancora troppo poche aziende
italiane sono orientate decisamente a strategie coerenti di
CRM.
Pensiamo ad esempio alle piccole imprese del made in Italy
(arredamento, abbigliamento, serramenti ed edilizia, alimentari
ecc.) che basano le loro politiche distributive principalmente
sulla partnership con i rivenditori. Queste imprese gestiscono
catene del valore complesse che comprendono i forni-
tori a monte, gli agenti, i traders (rivenditori o importatori)
per arrivare ai consumatori finali. Molte adottano consapevoli
strategie di trade marketing (ad esempio le industrie mobiliere
leader, le industrie automobilistiche ecc).
Ma quante sviluppano efficaci comunicazioni di marketing personalizzato
ai
vari segmenti di clienti e influenzatori di settore?O quante
forniscono ai loro rivenditori e agli agenti informazioni
on line sui processi degli ordinativi (tracking delle commesse)?
Nel settore delle cucine in Italia un caso
di riferimento è rappresentato dalla Snaidero, ma per
molte altre imprese il cambiamento è assai lento.
PER ADOTTARE UN SISTEMA CRM
Ma come possono le piccole e medie imprese adottare efficaci
sistemi di customer relationship management,quali sono i punti
chiave sui quali operare?
a.Sistematizzare le informazioni
Osserviamo anzitutto come sia carente in molte pmi una moderna
attività di business intelligence sui mercati e una
efficace gestione delle informazioni sui traders serviti basata
su sistemi informatici e informativi completi. Quale il contesto
competitivo attuale dei nostri rivenditori?Quali le loro esigenze
prioritarie di servizio pre-vendita?
Quali le esigenze di merchandising?Quali le esigenze per favorire
il sell out dal negozio? Come fidelizzarli con il post-vendita?
In azienda possediamo molte informazioni sugli acquisti storici
dei singoli clienti, ma i processi interni raramente ne tengono
conto. Molti bravi agenti forniscono informazioni operative
utili, ma che si perdono …
Occorre anzitutto sistematizzare le informazioni costruendo
data base per i clienti più importanti (MVC) e per
gli influenzatori di riferimento.
b.Investire in sistemi SW adeguati
Occorre quindi che la direzione aziendale si convinca della
necessità di adottare e personalizzare sistemi gestionali
completi (ad esempio,SAP,Oracle ecc.) adatti alle piccole
imprese, che mettano in relazione le informazioni di tipo
commerciale, produttivo, amministrativo per ogni singolo cliente.
Sono investimenti costosi, lo sappiamo, ma i benefici saranno
rilevanti.
E occorre anche saper usare le potenzialità dei portali
web comunicando nuovi valori e benefici.
c.Coinvolgere l’intera struttura Peppers
&Rogers ribadiscono come non sia
possibile adottare politiche di CRM ‘di facciata ’.
Occorre coinvolgere l’intera struttura aziendale, il
suo sistema del valore (fornitori, front line, venditori,
call center, logistica ecc) e i suoi processi e funzioni.
Partendo dalla direzione generale.
d.Operare con un marketing sistemico
Occorre che la direzione commerciale pianifichi poi il marketing
mix in modo sistemico, utilizzando il data base clienti e
comprendendo sia le politiche di trade marketing, sia le attività
degli agenti (dotati di terminali on line), sia il flusso
informativo via web verso i traders, sia le attività
di marketing diretto dalla sede verso clienti e influenzatori.
e.Costruire valore per i clienti e differenziarsi
Occorre infine che le strategie aziendali siano orientate
a generare valore per i clienti serviti. Ogni cliente può
essere concepito lifetime value (un valore di lunga durata)
se lo assistiamo con tecnologia e servizi innovativi: soprattutto
in tempi così difficili un cliente soddisfatto e fedele
rende di più (o costa di meno in sforzi di acquisizione)e
costituisce una barriera verso i concorrenti.
Differenziarsi dagli altri fornitori non significa necessariamente
dotarsi di grandi innovazioni: può significare semplicemente
che offriamo ai nostri clienti idee e servizi che altri non
hanno saputo fornire in modo così fresco, così
tempestivo o così interattivo.
Ad esempio, gruppi alberghieri che (cosa rara)gestiscono le
mailing list di clienti speciali e li contattano periodicamente,
oppure produttori di finestre e arredi che mantengono i rapporti
con i clienti serviti per generare occasioni di cross selling.
Inoltre i sistemi CRM permettono (ad esempio con le newsletter
personalizzate on line) un dialogo oggi ancora più
facile ed economico.
E i clienti capiscono quando pensiamo a loro e...apprezzano.
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