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Allestimento
    di Licci Bacci, Elisabetta Scheggi
     
 
Sua maestà, la cucina
     
La preparazione
al centro

Il blocco cottura è sempre al centro.
Teatro domestico, fulcro visivo e operativo, snodo relazionale, l’isola, declinata in vari materiali, è il cuore della cucina, destinata a distribuire cibo e spettacolo, bellezza
e calore. [1. Santos]
 

VISUAL Con la sicurezza del posizionamento raggiunto all’interno della casa, presenta orgogliosamente sé stessa, senza bisogno di orpelli o in compagnia
di pochi e selezionati oggetti preziosi.

Le aziende produttrici di cucine hanno raggiunto la sicurezza della propria identità, indissolubilmente legata al nuovo ruolo della cucina all’interno della casa e lo hanno dimostrato con piena consapevolezza nel teatro di Eurocucina.
Ancora cuore della casa, ma non più solo domestico, non più destinato soltanto alla preparazione o al consumo familiare, bensì luogo di incontro, di preparazione e consumo, di scambio e di socialità, espressione di identità e quindi anche di rappresentanza.
Non più rivolta esclusivamente al pubblico femminile, ma al nucleo familiare nel suo insieme e nell’insieme delle sue abitudini, frequentazioni, usi, che oggi si riconosce in uno stile di cucina.
Cucina come luogo d’incontro, di preparazione di cibi, di nuova convivialità, di espressione di sé. Così come gli stilisti non sono più “sarti”, ma indicatori di tendenze, e i ristoratori non sono più cuochi, ma anch’essi guru e soggetti-oggetti di culto, anche nelle case non c’è più soltanto chi cucina, ma sempre più chi sperimenta, degusta, prepara, propone, stupisce, racconta, esibisce, in un curioso mix fra gusto e immagine (qualità degli ingredienti, bellezza dei cibi, ma anche delle isole attrezzate e dei coltelli giapponesi, delle terraglie e delle porcellane), fra semplicità (si riceve in cucina) e massima ricercatezza (qualità/bellezza/capacità).
Una tendenza che a Milano, negli stand di Eurocucina, si è cristallizzata in un’atmosfera elegante, raffinata, autoreferenziale fino a diventare, in alcuni casi, persino claustrofobica.
Un palcoscenico da cui emergono segnali diversi, ma che, in ogni situazione, lascia lo spazio a cucine upper class, talmente perfette, così concluse nel loro progetto, da essere nello stesso tempo oggetto e architettura, decoro e rappresentazione, racconto e incontro, senza bisogno di valore aggiunto.

 

VISUAL



LE MURAGLIE ESTERNE
Nei corridoi di Eurocucina muraglie opprimenti e claustrofobiche, impenetrabili, senza vista, spesso nere, altre volte più piacevolmente alleggerite da griglie schermate, da tende o vetrate.
[2. Dada, 3. Ernestomeda]
CUCINE CON MOBILI CHIUSI E SUPERFICI VUOTE
Rigore assoluto negli stand. Finita da tempo l’era delle barre attrezzate con mestoli e padelle, ma anche delle mensole o dei ripiani con oggetti in vista, le cucine si sono come d’incanto richiuse, ovvero riempite di mobili blindati, e i piani sono rigorosamente puliti, vuoti. [4. Acheo]

POCHI OGGETTI PREZIOSI
Pochi gruppi isolati di oggetti preziosi - argenti, cristalli, porcellane, ma anche oggetti di design, - posti su un tavolo, un mobile, mai sui piani della cucina. Oppure custoditi dentro i mobili semiaperti. Grandi spazi, pareti luminose, superfici vuote, ante chiuse, segrete, da cui occhieggiano con pudore gli argenti di famiglia o i pezzi di design pesante, i cristalli di Boemia o i semplici piatti bianchi da osteria, esibiti come ricerca di costose semplicità. [5. Rossana, 6. Schiffini, 7. Del Tongo]

FUOCO, PANE, VINO E PIATTI COME SIMBOLI
Finito per sempre il tempo dei cavoli, dei pomodori, del bambù, si è aperto quello dell’icona, abbinata a fasti discreti, protetta da grandi pareti luminose. E allora via tutto ciò che fa vita vera, cucina calda, cuore della casa. Si ricercano gli elementi primari, gli archetipi, il pane, il vino, il fuoco, il piatto. Non rappresentati per l’uso, ma come icone simbolo della cucina, della vita, del cibo, astrazione geometrica incastonata nelle splendide architetture degli stand, concepiti come un’unica entità spaziale con il prodotto, il progetto illuminotecnico, lo spazio espositivo e l'allestimento. E tutti i simboli sono macro [8. Schiffini, 9/10. Arclinea]

PROGETTO DELLO SPAZIO INTEGRATO
Il progetto dello spazio risolve la presentazione del prodotto, l’illuminazione, l’arredamento e il decoro.
Progetti illuminotecnici perfetti, capaci di illuminare discretamente tutte le parti clou e contemporaneamente grandi elementi luminosi come decoro, come racconto, come illuminazione. Dalla parete di piatti nella maxi teca-parete di vetro di Varenna al poetico giardino di Arclinea, dalla parete enoteca di Scic ai piani di fuoco tecnologico di Binova.
[11. Scic, 12. Binova, 13. Varenna, 14. Arclinea]

 

   
 
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