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Nell’agosto
2005 entra in vigore la direttiva europea sul sistema di raccolta
e smaltimento degli elettrodomestici a fine vita. La normativa
prevede la
responsabilità diretta dei produttori. Ad alcuni di
loro chiediamo quali siano le
problematiche e le possibili strategie di attuazione
Una data importante, quella dell’agosto 2005, quando
entreranno in vigore tutti gli aspetti applicativi della direttiva
2002/96/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 gennaio
2003 sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettrodomestiche.
Un punto di arrivo, o meglio di partenza, sul tema tanto complesso
quanto fondamentale, del riciclaggio e dello smaltimento dei
rifiuti delle apparecchiature elettriche ed elettroniche,
e che riguarda in modo specifico e ampio i grandi elettrodomestici.
La direttiva nasce nell’ambito del programma comunitario
a favore dell’ambiente e di uno sviluppo sostenibile.
Auspicando la riduzione dello
spreco di risorse naturali e la prevenzione dell’inquinamento,
il programma prevede cambiamenti significativi nell’attuale
andamento di sviluppo, produzione, consumo e comportamento.
La direttiva riguarda i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche
ed Elettroniche (RAEE) e mira a ridurne l’impatto, auspicando
il loro reimpiego, riciclaggio e altre forme di recupero.
L’obiettivo primario è quello di migliorare,
dal punto di vista ambientale, l’operato di tutti coloro
che intervengono nel ciclo di vita di questi rifiuti, ovvero
produttori, distributori e consumatori, e in particolare gli
operatori direttamente collegati al loro trattamento. La direttiva,
basandosi sul principio che “chi inquina paga”,
prescrive che dal 13 agosto 2005 ogni produttore debba finanziare
il riciclaggio dei prodotti elettrici che immette sul mercato
(responsabilità individuale del produttore). Per i
prodotti venduti prima dell’agosto 2005, cioè
i cosiddetti rifiuti storici, i produttori dovranno assumersi
la responsabilità del riciclaggio basandosi sulle quote
di mercato correnti (responsabilità collettiva del
produttore). In seguito alla direttiva, si auspica la progettazione
e la produzione di apparecchiature che tengano in considerazione
e facilitino la soppressione, il recupero, il reimpiego e
il riciclaggio dei RAEE, dei loro componenti e dei materiali
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