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CUCINATECNO
    di Antonella De Alessandri
   
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Gestione Consortile
     
   

Nell’ambito dei “Grandi elettrodomestici”, categoria inclusa nell’allegato 1A della RAEE, l’Associazione Nazionale Industria Apparecchi Domestici e Professionali, si è mossa a vantaggio dei suoi associati, soggetti a una serie di oneri, intraprendendo uno studio che sta portando all’istituzione di diversi consorzi che si occuperanno della gestione dei beni domestici a fine vita, dal momento che il produttore ha la facoltà di gestire collettivamente i rifiuti.
Una grossa incognita da affrontare è stabilire quanto costi smaltire un elettrodomestico, dal momento che non disponiamo di un ampio patrimonio di esperienze a livello nazionale, e gli altri precedenti europei non sono direttamente trasferibili al nostro Paese.
Quanto ai tempi di attuazione, il consorzio dei “Grandi Elettrodomestici” (in cui sono inclusi anche gli scalda-acqua elettrici) in via di costituzione promosso dall’ANIE è pronto ad essere operativo non appena saranno disponibili il registro
dei costruttori e l’organismo nazionale, e sarà fatta chiarezza su tasselli fondamentali, i cui dettagli saranno chiariti dal decreto ministeriale e dai decreti di attuazione. Si dovrà inoltre implementare l’organizzazione delle piazzole di stoccaggio municipalizzate e il ritiro degli apparecchi dismessi, in sostituzione di quelli nuovi da parte dei rivenditori. Infine, il consumatore dovrà sapere a chi rivolgersi per restituire gli apparecchi dismessi. A questo proposito sono previste dalla direttiva azioni informative e divulgative su tutte le nuove modalità di attuazione della RAEE. Per favorire la raccolta differenziata, ogni apparecchio riporterà un simbolo per la marcatura a informazione dell’utente: un contenitore di spazzatura mobile barrato, stampato in modo visibile, leggibile e indelebile». Il passaggio da una gestione “selvaggia” (pensiamo solo alle discariche abusive che tormentano il paesaggio italiano) a un programma razionale che coinvolga tutti gli attori della filiera è ovviamente oggetto di discussione fra le principali aziende produttrici. Ad alcune di queste, impegnate
direttamente all’interno di ANIE nella discussione delle varie problematiche, abbiamo chiesto quali siano le strategie adottate e quali i passaggi più importanti per l’industria.


Gruppo Electrolux
VERSO IL PASSAPORTO DEL RICICLAGGIO
In merito ai temi sollevati dalla direttiva RAEE, abbiamo chiesto ad Arcangelo Zanella di Electrolux Zanussi Italia, di illustrarci la strategia del Gruppo, già impegnato con successo nell’area svedese, dove le problematiche dello smaltimento e riciclaggio dei grandi elettrodomestici sono affrontate in modo fruttuoso già da tempo.

In che modo la direttiva RAEE inciderà sulla progettazione degli elettrodomestici Electrolux, al fine di facilitare la raccolta, la soppressione, il recupero, il reimpiego e il riciclaggio dei RAEE?

La direttiva europea 2002/96 EU, anche se non ancora recepita nella legislazione italiana, si propone di promuovere il reimpiego, il riciclaggio e le altre forme di recupero dei RAEE. Misure dirette a favorire e incentivare i produttori che adottino modalità di progettazione e di fabbricazione delle apparecchiature, per agevolare lo smontaggio e il recupero dei loro componenti e dei materiali, potrebbero essere previste dai vari stati membri dell’Unione.
Il Gruppo Electrolux ha già messo in moto diverse misure di progettazione e di fabbricazione nell’ottica di trattamento dei nostri prodotti a fine vita. Innanzitutto, si sta muovendo in anticipo sui tempi previsti dalla direttiva RoHS per eliminare le sostanze considerate nocive (mercurio, cadmio, piombo, cromo esavalente e due composti del bromo). Electrolux ha già introdotto la Lista Ristretta dei Materiali (RLM - Restricted Materials List ) e ha attivato un processo dettagliato con i fornitori per assicurarsi la conformità alla direttiva in anticipo sulla scadenza del 1° luglio 2006. Sul fronte della progettazione, stiamo implementando tutta una serie di misure per rendere più facile lo smontaggio delle apparecchiature. Ad esempio, tutta la nuova gamma di mobili per lavabiancheria è stata sviluppata tenendo conto della necessità di smontare in maniera semplice ed economicamente sostenibile il prodotto a fine vita. Un altro esempio riguarda l’accessibilità delle schede elettroniche che devono essere trattate a parte. Nel recupero delle plastiche, altro materiale molto importante nei nostri prodotti, l’utilizzo del ‘Carboran’ (esclusivo materiale in polipropilene con diverse percentuali di carbonato di calcio brevettato da Electrolux), già impiegato nella vasca della lavatrice e in altri componenti, garantisce una possibilità di riciclaggio per dieci volte e senza perdere le proprietà. L’estensione consistente di tale materiale ad altre parti del prodotto potrà rendere economicamente fattibile il riciclaggio della plastica.

Quali grandi elettrodomestici subiranno maggiori modifiche e in che direzione?
Le lavabiancheria, per il loro peso e per il numero di componenti. Occorre tener conto che la direttiva impone una percentuale di recupero e di riciclaggio di componenti di materiali e di sostanze pari almeno al 75% in peso medio per
apparecchio. Per quanto riguarda frigoriferi e congelatori, con l’eliminazione dei CFC sostituiti dall’HC, refrigerante riciclabile, il materiale che costituisce il mobile
e la cella è già recuperabile.

Il frigo-congelatore Oz è stato progettato da Rex Electrolux per avere un impatto minimo
sull’ambiente. Nel circuito refrigerante e nello strato di
isolamento è utilizzato solo gas
naturale isobutano R 600 A, del tutto esente da Cfc. Le scocche del mobile e della porta sono in
poliuretano rigido totalmente riciclabile, i ripiani interni sono in lamiera forata con verniciatura epossidica. Il consumo di energia
dell’apparecchio, in classe energetica A, è di 0,72 kWh.

I forni della linea Alfa One, in classe energetica A, sono pensati da
Electrolux per essere ecologici in ogni fase del loro ciclo di vita, dalla
scelta dei materiali, alle tecniche di fabbricazione, all’utilizzo, fino allo
smaltimento e al riciclaggio (sono riciclabili all’80% e i componenti
in plastica vengono contrassegnati per facilitarne la separazione e lo smaltimento). Nell’immagine: il modello a 10 funzioni EOB 6696 X.
Quali sono, in particolare, le strategie del Gruppo Electrolux per promuovere il recupero dei rifiuti, il loro reimpiego e il riciclaggio?
La strategia del Gruppo è quella di creare soluzioni sostenibili, che perseguano le opportunità derivate dai cambiamenti della legislazione e dalle preferenze dei consumatori. Il tema dell’ambiente, che poi abbraccia
anche la responsabilità individuale del produttore per il trattamento dei RAEE,
è il maggior driver per lo sviluppo dei prodotti.
Ogni anno Electrolux pubblica il bilancio ecologico (Sustainability Report) che illustra in dettaglio le attività inerenti ai temi ecologici e i risultati ottenuti. In futuro, saranno pubblicati sempre di più i progetti relativi al trattamento dei RAEE. Oltre a ciò, Electrolux si propone di elaborare il “Recycling Passport”
(passaporto del riciclaggio) che fornirà all’industria del riciclaggio un utile
strumento sulle modalità di recupero di materiali e componenti per i nostri
prodotti.

Esistono differenze sostanziali fra gli stati membri UE, e in che cosa eventualmente differisce l’Italia?
In riferimento alla normativa, no. Ci potranno invece essere diverse
forme di incentivazione alla progettazione e fabbricazione dei prodotti per facilitare il recupero a fine vita, stabilite dai vari governi.

Quali sono le problematiche ancora irrisolte e fonte di discussione?
La materia è complessa e in fase di messa a punto. Rimangono aperti
temi come la definizione di produttore anche a livello europeo, l’identificazione del produttore sui prodotti nuovi, il “Comitato Tecnico”
e i suoi compiti, e altro ancora.
   
 
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