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| CUCINATECNO |
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di Antonella De Alessandri |
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| Punteggio
ecologico per i prodotti |
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| Il nastro di carico dei frigoriferi
all’interno della Se.Val, Divisione Ecologia, di
Colico. |
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«Si ritiene
che più dell’80% di tutti gli impatti ambientali
connessi ai prodotti si determini durante la progettazione,
ed è dunque in questa fase che le aziende, portate
sempre più a rispondere dei costi dovuti alla raccolta
e al recupero
dei beni da loro prodotti possono intervenire con efficacia»
afferma l’ing. Nicola Ramaccioni, Environment Project
Manager di Merloni Elettrodomestici. «Per il coordinamento
di tutte le aree investite dalle due direttive ambientali
di recente pubblicazione (2002/95/CE e 2002/96/CE anche note
come RAEE e RoHS) e per gestire il cambiamento che queste
comporteranno, Merloni Elettrodomestici
ha creato un progetto interno, Environment Project, con l’obiettivo
di garantire la conformità con le due direttive e valutare
il tema ambientale anche nell’ottica di una nuova competitività
di mercato.
“L’assenza di uno standard di riferimento sul
tema riciclaggio-disassemblabilità ha portato Merloni
Elettrodomestici - continua Ramaccioni - allo sviluppo di
un sistema interno di valutazione dei prodotti, chiamato EcoPoints.
In pratica si assegna un punteggio a ogni singolo prodotto
in base ad alcuni parametri, come il numero dei componenti,
la tipologia delle connessioni e dei materiali, ecc.
Il punteggio simula il processo di dismissione dell’elettrodomestico
una volta che viene immesso nel processo di trattamento-riciclaggio.
Gli EcoPoints rappresentano un modo pratico di dialogo con
l’R&D, fissando obiettivi quantificabili e misurabili
anche in fase di sviluppo di un nuovo
prodotto. Tecniche più complesse quali LCA (Life Cycle
Assessment) sono sicuramente molto più accurate e complete
ma di non facile integrazione
con i processi di progettazione. L’azienda ha anche
sviluppato un supporto on-line, chiamato EcoTool, per agevolare
lo scambio delle informazioni a carattere ambientale tra tutte
le aree coinvolte (R&D, Marketing, Acquisti, Produzione,
Qualità, ecc). In merito alla direttiva RoHS (vedi
relativo box in queste pagine, ndr), Merloni Elettrodomestici
considera punto focale il dialogo continuo e aggiornato con
i propri fornitori. Oltre a prevedere delle modifiche che
contemplino nuovi requisiti a carattere ambientale nei capitolati
di acquisto, il
gruppo sta sviluppando un sistema informativo di gestione
delle dichiarazioni ambientali dei fornitori». |
Se.Val
SMALTIMENTO E RECUPERO DEI FRIGORIFERI
IN SICUREZZA |
Nella categoria dei grandi elettrodomestici
dismessi, i frigoriferi di vecchia generazione, ancora in uso
in molte case e quindi destinati
ad essere trattati e demoliti per lungo tempo, sono gli apparecchi
più difficili da smaltire, a causa della presenza di
Cfc, imputato nel causare il “buco dell’ozono”,
nel circuito refrigerante e nella massa del poliuretano espanso,
impiegato all’interno del mobile.
Se in fase di demolizione il circuito refrigerante venisse aperto
senza le dovute precauzioni, il Cfc, che a temperature superiori
ai 20°C si trasforma in gas, si disperderebbe nell’aria
con conseguenze nefaste per l’ambiente.
Se.Val, azienda specializzata nella costruzione e nell’installazione
di elettrodotti, costituisce un esempio di professionalità
e correttezza
nell’innocuizzazione e nello smaltimento dei frigoriferi.
La Se.Val, Divisione Ecologia,
dopo aver realizzato nel 1999 un primo stabilimento di smaltimento
dei frigoriferi in partnership con Tpa-Trituratori, ha recentemente
inaugurato a Colico, in provincia di Lecco, un secondo impianto,
dove i processi di smaltimento sono attuati nel rispetto delle
norme vigenti in materia di “rifiuti pericolosi”.
Tutte le operazioni, a parte lo svuotamento del circuito refrigerante |
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e il distacco del compressore, sono
svolte in modo completamente automatico. Nel corso del processo
di demolizione, i componenti dell’apparecchio dismesso
sono recuperati e riciclati come materie prime, ad eccezione
del fluido refrigerante e del Cfc derivante dalla polverizzazione
delle schiume poliuretaniche.
In un’area speciale si svolgono la separazione del freon,
che per legge non può essere recuperato,
e il processo di frantumazione e separazione dei materiali,
operato in condizioni di depressione, grazie alla presenza di
numerose bocche di
aspirazione distribuite nell’impianto, con capacità
di prelievo di oltre 600 m3/h di aria, trattata senza emissioni
in atmosfera.
Il freon recuperato e ridotto allo stato liquido viene inviato
a imprese estere per essere adeguatamente smaltito. Lo stabilimento
è dotato anche di un sistema integrato per trattare
i frigoriferi di nuova generazione che contengono gas pentano,
innocuo per l’ambiente, ma altamente infiammabile, e quindi
potenzialmente pericoloso durante il processo di demolizione.
Dalla demolizione di un frigorifero si ricavano, in proporzioni
variabili, ferro, plastica, poliuretano, alluminio, rame e vetro. |
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