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Punteggio ecologico per i prodotti
     
Il nastro di carico dei frigoriferi all’interno della Se.Val, Divisione Ecologia, di Colico.
 

«Si ritiene che più dell’80% di tutti gli impatti ambientali connessi ai prodotti si determini durante la progettazione, ed è dunque in questa fase che le aziende, portate sempre più a rispondere dei costi dovuti alla raccolta e al recupero
dei beni da loro prodotti possono intervenire con efficacia» afferma l’ing. Nicola Ramaccioni, Environment Project Manager di Merloni Elettrodomestici. «Per il coordinamento di tutte le aree investite dalle due direttive ambientali di recente pubblicazione (2002/95/CE e 2002/96/CE anche note come RAEE e RoHS) e per gestire il cambiamento che queste comporteranno, Merloni Elettrodomestici
ha creato un progetto interno, Environment Project, con l’obiettivo di garantire la conformità con le due direttive e valutare il tema ambientale anche nell’ottica di una nuova competitività di mercato.
“L’assenza di uno standard di riferimento sul tema riciclaggio-disassemblabilità ha portato Merloni Elettrodomestici - continua Ramaccioni - allo sviluppo di un sistema interno di valutazione dei prodotti, chiamato EcoPoints. In pratica si assegna un punteggio a ogni singolo prodotto in base ad alcuni parametri, come il numero dei componenti, la tipologia delle connessioni e dei materiali, ecc.
Il punteggio simula il processo di dismissione dell’elettrodomestico una volta che viene immesso nel processo di trattamento-riciclaggio.
Gli EcoPoints rappresentano un modo pratico di dialogo con l’R&D, fissando obiettivi quantificabili e misurabili anche in fase di sviluppo di un nuovo
prodotto. Tecniche più complesse quali LCA (Life Cycle Assessment) sono sicuramente molto più accurate e complete ma di non facile integrazione
con i processi di progettazione. L’azienda ha anche sviluppato un supporto on-line, chiamato EcoTool, per agevolare lo scambio delle informazioni a carattere ambientale tra tutte le aree coinvolte (R&D, Marketing, Acquisti, Produzione, Qualità, ecc). In merito alla direttiva RoHS (vedi relativo box in queste pagine, ndr), Merloni Elettrodomestici considera punto focale il dialogo continuo e aggiornato con i propri fornitori. Oltre a prevedere delle modifiche che contemplino nuovi requisiti a carattere ambientale nei capitolati di acquisto, il
gruppo sta sviluppando un sistema informativo di gestione delle dichiarazioni ambientali dei fornitori».


Se.Val
SMALTIMENTO E RECUPERO DEI FRIGORIFERI IN SICUREZZA
Nella categoria dei grandi elettrodomestici dismessi, i frigoriferi di vecchia generazione, ancora in uso in molte case e quindi destinati
ad essere trattati e demoliti per lungo tempo, sono gli apparecchi più difficili da smaltire, a causa della presenza di Cfc, imputato nel causare il “buco dell’ozono”, nel circuito refrigerante e nella massa del poliuretano espanso, impiegato all’interno del mobile.
Se in fase di demolizione il circuito refrigerante venisse aperto senza le dovute precauzioni, il Cfc, che a temperature superiori ai 20°C si trasforma in gas, si disperderebbe nell’aria con conseguenze nefaste per l’ambiente.
Se.Val, azienda specializzata nella costruzione e nell’installazione di elettrodotti, costituisce un esempio di professionalità e correttezza
nell’innocuizzazione e nello smaltimento dei frigoriferi. La Se.Val, Divisione Ecologia,
dopo aver realizzato nel 1999 un primo stabilimento di smaltimento dei frigoriferi in partnership con Tpa-Trituratori, ha recentemente inaugurato a Colico, in provincia di Lecco, un secondo impianto, dove i processi di smaltimento sono attuati nel rispetto delle norme vigenti in materia di “rifiuti pericolosi”. Tutte le operazioni, a parte lo svuotamento del circuito refrigerante
  e il distacco del compressore, sono svolte in modo completamente automatico. Nel corso del processo di demolizione, i componenti dell’apparecchio dismesso sono recuperati e riciclati come materie prime, ad eccezione del fluido refrigerante e del Cfc derivante dalla polverizzazione delle schiume poliuretaniche.
In un’area speciale si svolgono la separazione del freon, che per legge non può essere recuperato,
e il processo di frantumazione e separazione dei materiali, operato in condizioni di depressione, grazie alla presenza di numerose bocche di
aspirazione distribuite nell’impianto, con capacità di prelievo di oltre 600 m3/h di aria, trattata senza emissioni in atmosfera.
Il freon recuperato e ridotto allo stato liquido viene inviato a imprese estere per essere adeguatamente smaltito. Lo stabilimento è dotato anche di un sistema integrato per trattare
i frigoriferi di nuova generazione che contengono gas pentano, innocuo per l’ambiente, ma altamente infiammabile, e quindi potenzialmente pericoloso durante il processo di demolizione.
Dalla demolizione di un frigorifero si ricavano, in proporzioni variabili, ferro, plastica, poliuretano, alluminio, rame e vetro.
   
 
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