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In molti settori
quello che vale e costa di più non è il prodotto
in sé, ma l’esperienza cui si accede, con servizi
evoluti e aggiornamenti continui
I beni stanno cambiando rapidamente la loro natura: sono caratterizzati
da contenuti di informazione sempre più alti, da capacità
di interattività crescente e da miglioramenti costanti
della qualità.
In questo contesto il loro valore risiede sempre meno nel
contenuto materiale e sempre più nell’accesso
ai servizi che essi forniscono, nel loro valore d’uso.
In molti settori le aziende hanno già da tempo iniziato
a pensare ai loro prodotti in maniera nuova. Non sono più
beni fissi e immutabili, dotati di determinate caratteristiche
e di un valore commerciale incamerabile solo una volta, al
momento della vendita.
Sempre più diventano e vengono venduti come piattaforme
sulle quali agganciare aggiornamenti e servizi a valore aggiunto.
Queste piattaforme sono una sorta di cavallo di Troia col
quale entrare nell’ufficio, nell’abitazione o
nella vita del cliente per poi instaurare una relazione di
lungo periodo. Per questo motivo la piattaforma viene venduta
a prezzi molto competitivi e con margini ridotti al fine di
vendere poi servizi a più alto margine per l’intero
ciclo di vita del prodotto.
La stessa sostituzione della piattaforma è un mezzo
per prolungare la relazione commerciale con il cliente. I
settori dove la proprietà di un bene sempre più
volentieri viene barattata con l’accesso ad esso sono
molteplici. Nel campo dei prodotti informatici i grandi produttori
sempre più tendono a vendere pacchetti di servizio,
dove accanto all’hardware vengono forniti software,
servizi di formazione e assistenza continuamente aggiornati
in cambio di canoni periodici. Quello che viene acquistato
non è più un computer, ma la capacità
di utilizzarlo al meglio.
Aziende come la Carrier, più che condizionatori puntano
a vendere servizi di condizionamento d’aria che comprendono
l’installazione della macchina più adatta alle
esigenze del cliente, la manutenzione periodica e le riparazioni,
in modo che il cliente benefici di un comfort termico elevato
e costante. Anche in questo caso non viene più acquistato
un prodotto fisico ma benessere termico. Nel settore dei beni
durevoli per la casa, negli Usa, è fortemente affermato
il mercato del rent-to-own. Un consumatore, invece che acquistare
un divano o un televisore, può rivolgersi a negozi
specializzati che glieli mettono a disposizione in cambio
di un affitto settimanale. Altro caso in cui si acquista il
solo valore d’uso piuttosto che la proprietà.
Vendere l’accesso a una esperienza
Un ulteriore sintomo del cambiamento in corso nel rapporto
fra possesso dei beni e loro utilizzo sta nel valore dei servizi
accessori. Fino a qualche anno fa era comune che nel prezzo
del bene acquistato fosse incorporata una garanzia di servizio,
spesso a poco prezzo o gratis.
Oggi in molti campi la tendenza è quella di vendere
il bene a poco prezzo o regalarlo per poi vendere servizi
di gestione, di manutenzione e aggiornamento. Basti pensare
alle politiche aggressive di vendita dei terminali da parte
delle compagnie telefoniche impegnate nel campo dei cellulari,
quelli Umts in particolare, o alle aziende che distribuiscono
gratis programmi per poi vendere applicativi, aggiornamenti
o consulenza. In un’economia caratterizzata da cicli
del prodotto che si accorciano sempre più rapidamente,
da un’offerta di beni e servizi in continua espansione
e in competizione per una quota del portafoglio del consumatore,
diventa sempre più importante minimizzare l’impatto
finanziario iniziale per disporre di un bene e vendere l’accesso
a segmenti di consumo ed esperienza di livello alto e costante,
in rapporto a ciò che si paga, piuttosto che beni materiali
ad alto tasso di obsolescenza, soprattutto psicologica.
Estremizzando il concetto, e azzardando un’applicazione
nel mondo dell’arredo, se nel caso dell’aria condizionata
un cliente non è tanto interessato ad essere proprietario
di un condizionatore ma a godere di una temperatura gradevole,
in merito alla cucina potrebbe essere interessato più
a godere della possibilità di conservare gli alimenti,
cucinare, mangiare e intrattenersi in un ambiente confortevole
e in grado di permettere una minimizzazione degli sforzi,
più che ad essere proprietario di un forno, di un frigo,
la cui tecnologia viene superata nel tempo, e persino di mobili,
destinati a passare di moda.
Potremmo chiamarlo un "servizio di ambiente cucina".
Ipotesi estreme (soprattutto per quanto riguarda l'arredo,
ancora molto lontane, già più ipotizzabili per
gli elettrodomestici, ndr) ma destinate a stimolare
strategie futuribili.
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insintesi |
- In molti
settori (come telefonia e informatica)
le aziende hanno iniziato a pensare ai loro prodotti come
piattaforme sulle quali agganciare aggiornamenti e servizi
a valore aggiunto.
- Il prodotto-piattaforma viene venduto a prezzi molto
competitivi e con margini ridotti al fine di vendere poi
servizi a più alto margine per l’intero ciclo
di vita del prodotto.
- Nel settore dei beni durevoli per la casa, negli Usa,
è già affermato il mercato del rent-to-own.
Non viene più acquistato un prodotto fisico, ma
un'esperienza di benessere o di funzionalità. |
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