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Domanda & Risposta
     
   
  L’acciaio inox è veramente inossidabile?
 
  Come è possibile riconoscere se un acciaio inossidabile è idoneo per l’uso in cucina?  
  Che significato hanno le varie sigle 18/10, 18/8, 19/11, con cui viene contrassegnato l’acciaio inossidabile?  
  Qual è l’applicazione più recente dell’acciaio in cucina?  
 
     
   

L’acciaio inox è veramente inossidabile?
In effetti il termine “inossidabili” non corrisponde alla vera natura di questi materiali metallici; sono, infatti, ossidabilissimi, nel senso che la loro
composizione chimica consente un processo di “passivazione” spontanea, che fa in modo che l’ossido formato sotto forma di “film passivo”, sottilissimo e aderente alla superficie, vada a costituire una “corazza” protettiva per il metallo
sottostante.

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Come è possibile riconoscere se un acciaio inossidabile è idoneo per l’uso in cucina?
Un metodo sicuramente valido e utilizzabile da tutti per verificare che si tratti effettivamente di acciaio inossidabile AISI 304, a struttura “austenitica”, il più idoneo per l’ambiente cucina, è quello della calamita. Se si prende, infatti, una calamita, si può notare che questa non viene attratta da acciaio inox
della serie austenitica, mentre viene attratta in modo molto deciso da altri
tipi di acciai inox (ad esempio quelli della serie AISI 400, ferritici o martensitici) meno nobili e quindi meno resistenti alla corrosione, avendo solo mediamenteun 13% o un 17% di cromo e non contenendo nichel. Naturalmente, anche il normale acciaio al carbonio (impropriamente chiamato “ferro”)
è magnetico e quindi attira in maniera decisa la calamita.

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Che significato hanno le varie sigle 18/10, 18/8, 19/11, con cui viene contrassegnato l’acciaio inossidabile?
A proposito di tali sigle, che si riferiscono rispettivamente alle percentuali del cromo (18) e del nichel (8 o 10) presenti nella lega, è bene precisare che sono comunque di carattere commerciale e non unificate. Anche se viene
“reclamizzato” un acciaio inox 18-8 o 18-10 o 19-11, è bene chiarire
che si tratta sempre della stessa lega e quindi non è che una sia migliore
delle altre. Esistono normative internazionali ed europee che definiscono, per un certo materiale, quali debbano essere i “range” nei quali devono trovarsi i diversi elementi che compongono l’acciaio inossidabile. Pertanto, anche per
tutto il pentolame o vasellame non da fuoco, è necessario che l’utente
sappia che alcune sigle commerciali utilizzate per presentare i prodotti
inox sono di pura fantasia!


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Qual è l’applicazione più recente dell’acciaio in cucina?
Sicuramente quella della rubinetteria; visitando le fiere del settore è ormai
possibile trovare più di un’azienda che affianca rubinetti inox a quelli realizzati con i materiali tradizionali. Le sempre più restrittive richieste sulla qualità dell’acqua hanno spinto alcuni produttori a cercare un materiale alternativo a quello tradizionalmente utilizzato (ottone cromato). Con l’acciaio inox è così
possibile far sposare le esigenze di design con quelle derivanti dalle
norme vigenti. Altro aspetto è quello relativo all’inalterabilità nel tempo.
Infatti quotidiani cicli di pulizia gradualmente assottigliano il
rivestimento dei tradizionali rubinetti, portando allo scoperto il classico
colore giallo oro del materiale sottostante.

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