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A
quali requisiti devono rispondere le ante?
L’anta non assolve semplicemente
alla funzione di chiudere un vano per proteggere il contenuto
dalla polvere e dalla luce, ma è l’elemento che
facilita lo stivaggio ordinato degli oggetti, rendendo più
funzionale lo spazio, più facile la fruibilità
ed efficace la ricerca.
È il caso delle ante dei mobili per cucina le quali,
sulle superfici interne, presentano spesso leggere strutture
in filo d’acciaio destinate a contenere piccoli oggetti,
contenitori, utensili, carrelli e cestelli utili per accogliere
bottiglie, pentole ecc. Anche le ante delle colonne dispensa
soddisfano più funzioni:
chiudono il vano di stivaggio, non permettono ad aria, luce
e polvere di entrare e depositarsi sulle vettovaglie, e sono
attrezzate per alloggiare utensili e attrezzi in modo ordinato,
facilitandone la reperibilità.
In quali tipologie
si possono distinguere le ante dei mobili?
In estrema sintesi, e senza considerare
le ante speciali che hanno più sistemi di funzionamento,
possiamo distinguere alcune tipologie di ante in relazione
al sistema di movimento. La tecnica e il sistema di assemblaggio
utilizzati
per collegare le ante al corpo del mobile non solo costituiscono
concreti indici del livello qualitativo di costruzione del
mobile, ma garantiscono anche la durabilità e la tenuta
nel tempo. In funzione del tipo di apertura/ chiusura, le
ante si possono suddividere in sei famiglie: a battente, a
ribalta, pieghevoli,
rientranti con due movimenti, avvolgibili, scorrevoli e a
scomparsa.
Cosa caratterizza
le ante a battente?
Le ante funzionano con cardini ad uno
o più perni oppure con le cerniere. La scelta fissata
durante la progettazione è in funzione dell’impostazione
tecnico-figurativa che l’azienda vuole ottenere. Nel
caso di ante battenti con cerniere, ossia con l’accessorio
costituito da due elementi detti piastre o ali e collegate
ad un perno (il cilindro) che funge da centro di rotazione,
la scelta è più variegata
e vasta e, in sintesi, si possono raggruppare in sette grandi
gruppi: cerniere diritte per ante a filo oppure con apertura
ad angolo; cerniere a piego per ante sporgenti oppure arretrate;
cerniere a piego intero per ante a battuta
sovrapposta; cerniere a nastro per ante incernierate per tutta
la lunghezza; cerniere invisibili per celare il sistema di
funzionamento quando si apre l’anta; cerniere speciali;
cerniere scomponibili per ante che si possono smontare senza
rimuovere le cerniere. Nel caso di mobili contenitori aventi
due ante a battente, le chiusure, dette “mediane”,
si realizzano con diversi tipi di “battentature”
che in gergo sono dette battute e, tra i tipi realizzati dai
mobilieri, citiamo le seguenti: a mezzo legno dove le ante
si aprono una alla volta; a maschio/femmina per avere l’apertura
simultanea delle ante; con serratura
su ambo le ante.
Come funzionano
le ante a ribalta?
Le ante a ribalta si realizzano impiegando i cardini montati
tra le coste dell’anta e l’interno dei fianchi
del vano, oppure utilizzando cerniere che collegano il fondo
del vano con la superficie interna della porta cosicché,
oltre a soddisfare l’esigenza del chiudere/aprire, possono
essere utili come piano d’appoggio risolvendo le esigenze
sia estetiche sia funzionali.
E quelle avvolgibili
come si differenziano?
Le chiusure con avvolgibili costituiscono un sistema di chiusura
molto pratico, che consente svariate soluzioni formali.
In questo caso l’anta è costituita da lamelle
di legno (o di plastica) avvicinate l’una all’altra
e incollate su un supporto di tela resistente, e tutto l’insieme,
irrigidito sulla testata da correnti fissati sul piano della
tela, viene fatto scorrere in guide incassate. Oltre che per
i pensili di mobili da cucina, le avvolgibili si destinano
spesso a mobili secrétaire, scrivanie a cilindro, tavolini
da lavoro
e cartelliere.
E le ante pieghevoli
e scorrevoli?
Sono anche dette ante a libro o a coulisse e consistono in
una serie di ante incernierate tra loro e che si aprono con
movimento a fisarmonica
quando scorrono su guide lineari (dette coulisse). Il mercato
propone tante cerniere di foggia e formato diversi in grado
di rispondere a qualsiasi caratteristica funzionale e destinazione
d’uso del manufatto.
Le ante scorrevoli si diversificano in funzione della scelta
del sistema di scorrimento che dipende da più fattori:
tipologia e collocazione del mobile contenitore (ad esempio
isolato, sovrapposto o incassato); posizione delle ante nel
corpo del mobile contenitore (ad esempio, sovrapposte, inserite
nel perimetro, su fasce); dimensione, peso e materiale utilizzato
per realizzare l’anta. Tra i tanti tipi quelle più
comuni sono la guida inferiore in fibra e controguida in legno
duro; la guida e controguida in materia plastica rigida; le
placchette di legno con fibratura verticale e guida in legno
duro e la guida in metallo con sfere o con rotelle.
Come funzionano le
ante a scomparsa?
Ciò che caratterizza questa tipologia di antaè
che la stessa rientra nel corpo del mobile lasciando completamente
visibile e fruibile lo spazio interno. Tale soluzione si ottiene
sia con il sistema che prevede l’apertura dell’anta
e sua successiva scomparsa all’interno del mobile sia
con l’apertura e contemporanea
scomparsa dell’anta.
È consigliabile
un numero minimo di cerniere applicabili per anta?
Il numero delle cerniere per le ante a battente e a ribalta
dipende dal peso, dalle dimensioni e dal materiale che costituisce
la struttura. Spesso, essendo l’anta costituita da un
pannello ligneo o di legno naturale con una
altezza massima di mm. 2.400 (ante di colonne dispense e armadi),
con larghezza compresa tra 200 e 600 mm. e spessore variabile
da 15 a 30 mm., il numero minimo consigliato può variare
da due a sei.
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