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Dentro un edificio
che comunica immediatamente la funzione cui è stato
destinato, con una facciata dai riflessi argento in alluminio
e lastre ceramiche,
si aprono 650 mq espositivi, concepiti con altrettanto rigore
formale. Lo showroom si chiama Habitat ed è gestito
dai fratelli Zuccati. Con una filosofia aziendale precisa:
emergere da una zona commerciale “omogenea”, storicamente
legata al commercio del mobile classico, e proporre la “strada”
del design. E dire che l’attività del negozio,
avviata dal padre, trattava proprio arredi “in stile”.
Oggi invece, negli spazi del negozio di Maurizio e Gianni
Zuccati tutto è rigorosamente moderno, cucine in primis.
«Con Boffi ed Elmar copriamo tutto il mercato nell’ambito
del design, soddisfando le richieste provenienti dalle fasce
più giovani fino a quelle orientate all’acquisto
dell’impianto cucina definitivo», spiega Maurizio.«Sono
due marchi complementari, in tal
senso, e sono decisamente allineati con le altre aziende concessionarie,
che ci
forniscono arredo e complementi per tutto lo spazio domestico».
Ecco che nel grande open space, finito con tonalità
neutre, si elevano i volumi puri di sistemi come Case System
2.3, LT e WK6 di Boffi. Intorno, zone conversazione ricreate
con elementi di grande rigore formale abbinate a lampadari
dalle forme più bizzarre create da aziende di punta
del settore: Artemide, Cattelani e Smith, Dark. Poi, per gli
imbottiti, gli armadi e i complementi, Habitat propone una
scelta di nomi di fascia alta tra cui Paola Lenti, Misura
Emme, Pianca, B&B, Cattelan Italia, Bontempi o, ancora,
Blum per le tende. Una gamma ricca, dunque. «Sì,
anche se, per questioni di spazio, non è possibile
esporre tutti i modelli o le possibilità compositive
dei diversi prodotti» continua Maurizio Zuccati. «Ecco
quindi che, soprattutto per le cucine, il nostro lavoro si
fonda sul progetto, che offre invece l’opportunità
di vedere realizzate le soluzioni più varie».
Non mancano neppure iniziative speciali, ideate per coinvolgere
pubblico e architetti. Tra le ultime, la serata del 14 ottobre
scorso, dedicata a Boffi: un’occasione per mostrare
anche i mirabili monoblocchi Norbert Wangen in acciaio.
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