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Domanda & Risposta
     
   
  Quali mobili o parti di mobili sono più facilmente soggetti a rotture o difetti di funzionamento?
 
  Normalmente, quando si manifestano i difetti?  
  Quali sono le cause delle più comuni rotture dei mobili?  
  Quali sono i difetti dei mobili dovuti alla progettazione?  
  Quali vizi e difetti sono invece dovuti ai materiali?  
 
DOVE NASCONO I DIFETTI
     
   

Quali mobili o parti di mobili sono più facilmente soggetti a rotture
o difetti di funzionamento?
I vizi o le rotture sono più frequentemente evidenziabili per le gambe di tavoli e sedie, le guide dei cassetti, le spalle e le ante in prossimità di cerniere e maniglie.

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Normalmente, quando si manifestano i difetti?
Se i mobili vengono utilizzati correttamente nel tempo, i normali vizi di usura si evidenziano dopo circa 8-10 anni di vita.

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Quali sono le cause delle più comuni rotture dei mobili?
Anche se diverse aziende sostengono che la manifestazione nel tempo di eventuali rotture dei mobili sono legate soprattutto all’uso improprio del mobile, dai dati statistici rilevati dall’istituto di ricerca inglese FIRA, si è osservato che la maggior parte dei difetti dei mobili per cucina è collegata soprattutto a problematiche relative alle diverse fasi del processo produttivo e commerciale,
dalla fabbricazione sino all’installazione presso il cliente finale. Ma, seppure
in misura minore, anche il consumatore ha alcune responsabilità in merito, che riguardano l’incuria di manutenzione e soprattutto di utilizzo dei mobili. Più specificatamente, si può asserire che eventuali difetti iniziano con la progettazione per continuare con la fabbricazione, con l’installazione e
infine con l’uso improprio del mobile.

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Quali sono i difetti dei mobili dovuti alla progettazione?
Esistono ancora aziende che non hanno un ufficio progettazione, che non eseguono un effettivo studio e uno sviluppo sistematico del progetto e che non realizzano prototipi e relativi disegni di produzione per ogni singolo elemento del mobile che si intende realizzare: queste sono gravi mancanze in quanto, durante la fabbricazione, gli operatori si ritrovano a lavorare solo con l’ausilio
di “foglietti volanti” in cui si riportano indicazioni e quote generiche. Agendo in questo modo, il prodotto è realizzabile correttamente solo grazie alla perizia e alla esperienza degli addetti. Si è osservato che talvolta i difetti di assemblaggio derivano spesso dalla mancanza di corrispondenza tra i fori, da errori della centratura delle punte nella foratrice e da una notevole carenza del controllo di conformità per campionatura. Tutto ciò si verifica proprio a causa di quelle indicazioni generiche cui si accennava prima… e così il difetto viene ovviamente ripetuto su tutta la serie prodotta. La causa di cedimenti di mensole,
ripiani, piani d’appoggio e top è spesso dovuta all’assenza del calcolo strutturale
per il dimensionamento degli elementi. Questa anomalia si può evitare applicando le formule che la scienza delle costruzioni mette a disposizione, e che sono le stesse che l’Istituto francese CTBA utilizza per determinare i carichi applicabili. Ad esempio, per elementi costituiti da un pannello di particelle controplaccato di spessore 18 mm e dimensioni 300x1.200 mm, l’istituto francese consiglia: 1,50 kg/dm2 per piani e ripiani di credenze, basi e pensili da cucina. Un fastidioso fenomeno, collegato all’eccessivo carico applicato, è l’incurvamento dell’elemento d’appoggio (a volte anche superiore a 10 mm).
La causa della flessione dimensionale, come di svergolamenti e imbarcamenti dell'elemento, è da ricercare nel mancato calcolo relativo al componente o al “risparmio” di qualche millimetro di spessore di materiale, motivato il più delle volte da ragioni estetiche piuttosto che funzionali. In quest’ultimo caso, per ovviare a eventuali difetti, basterebbe utilizzare un materiale più elastico e resistente. Anche la scarsa attenzione allo studio ergonomico e al dimensionamento di differenti elementi d’arredo, figura tra le cause frequenti
di difetti e rotture. A chi non è capitato di sedersi su sedie scomode, utilizzare tavoli con altezze e larghezze irregolari oppure aprire e chiudere cassetti che, per posizione o per formato, non sono adeguati allo scopo? Eppure, basterebbe munirsi di un manuale di ergonomia e consultare le norme dimensionali
che le norme tecniche specifiche consigliano per i vari tipi di mobili, per evitare
scomodità e usura anomala

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Quali vizi e difetti sono invece dovuti ai materiali?
Talvolta, per la scelta di un pannello o di un tipo di legname prevalgono gli aspetti economici a scapito di quelli tecnici e tecnologici e quindi prestazionali. Da qui possono dipendere molti dei difetti e delle rotture che si riscontrano nei mobili: ante che non si aprono, viti che si tolgono dalle relative sedi, reggiripiani che scivolano, incastri che si scollano e si staccano.
Ma tra le anomalie vanno annoverati anche rumori e scricchiolii, imbarcamenti, avvallamenti, presenza di superfici ruvide e/o sfibrate, ecc.
E’quindi necessario conoscere a fondo le proprietà specifiche di legnami, pannelli, semilavorati, adesivi, miscele vernicianti ed accessori che si intendono utilizzare per la fabbricazione. Perché il mobile è un manufatto eterogeneo in cui ogni materiale deve soddisfare uno scopo preciso, il che è possibile
solo conoscendo tecnicamente il singolo prodotto e consultando la letteratura
tecnica, le norme specifiche, oltre che le schede tecnico-operative dei fornitori che devono indicare il corretto utilizzo dei materiali.
(1a parte - continua)

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