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Punto
di riferimento per la cultura culinaria o, meglio, per le
culture culinarie che convivono e si alternano sulle tavole
di appassionati
ed esperti di cucina: così deve essere definito Acqua&Fuoco,
non un semplice spazio di vendita, ma un luogo dedicato all’eccellenza,
a cominciare dalla qualità dei prodotti alimentari
e dal design di strumenti e oggettistica e, ancora prima,
dal valore dello spazio. La location porta infatti la firma
dello studio milanese Brizzi + Riefenstahl, che ha creato
un luogo anzitutto scenografico, d’ispirazione teatrale
soprattutto rispetto allo studio delle luci e delle scelte
cromatiche.
La penombra in cui è immerso l’intero ambiente
è tagliata da fasci di luce provenienti da spot che
puntano sui volumi
e sui materiali dei prodotti. Al centro,
«una grande cucina - spiega Antonio Brizzi - un’isola
di fuochi posta sotto una scenografica cappa di ferro grezzo
color fuliggine, citazione in chiave moderna delle grandi
cucine tradizionali». Rigorose e originali le finiture:
il pavimento in cemento grigio lucidato si intona alle superfici
verticali in malta cementizia dalla texture “materica”,
mentre le pareti di fondo rosse e rosa fucsia creano un punto
di fuga e di attrazione visiva che anima e riscalda l’atmosfera.
In questo contesto un po’ magico, gli oggetti per la
cucina e la tavola convivono con i prodotti alimentari. Tutto
è selezionato dalla titolare, Marica Pagliarello, per
incontrare i gusti di un pubblico sofisticato e curioso. Ecco
quindi piatti e posateria delle migliori marche così
come utensili e pentole in acciaio o nei materiali tipici
delle varie tradizioni culinarie italiane e mediterranee -
ghisa, alluminio a forte spessore o rame - fino a una gamma
selezionata di attrezzi, mestoli, fruste e setacci in legni
pregiati, vimini e bambù. Anche gli alimentari si circoscrivono
a prodotti particolari e pressoché introvabili: dalle
acque minerali delle isole Fiji o dei ghiacciai del nord Europa
al riso invecchiato un anno, coltivato senza pesticidi e non
sbiancato; dai sughi preparati secondo le ricette di noti
chef, come Davide Palluda
o Moreno Cedroni, agli aceti balsamici invecchiati 12 anni,
fino alle farine di cereali biologici macinate a pietra, alla
pasta di grano saraceno o di grano duro trafilata
in bronzo a lenta essiccazione, alle conserve di frutta e
ai sott’oli provenienti da piccoli produttori delle
diverse regioni agricole
della Penisola.
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