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Le
difficoltà sono il banco di prova su cui si misurano
le qualità più profonde
di un uomo e, di conseguenza, anche di un’azienda. Nel
panorama odierno ci sono molte realtà che, pur avendo
ancora riserve e buone potenzialità, lasciano morire
i progetti più innovativi, invocano lo stato di crisi
per tagliare costi e risorse umane, che si sono sedimentati
negli anni di abbondanza, e rimangono alla finestra in attesa
che passi la tempesta. Altre aziende, e ne abbiamo già
parlato più volte, pur avendo lo stesso atteggiamento
di attenzione ai costi si sono concentrate su attività
nuove che possano, anche solo tatticamente, dare ossigeno.
Non solo alla “cassa”, ma anche alla mente e al
cuore delle persone che ne
sono coinvolte. Un atteggiamento positivo e propositivo che
è comune a tutto
il Gruppo Cucine di Assarredo che continua a investire per
“innovare” le proprie aziende, con una nuova e
doverosa attenzione ai problemi gestionali e manageriali.
In quest’ottica, il 21 ottobre, a Verona, è stato
organizzato un incontro,
aperto anche ai non associati, in cui si è discusso
dell’affascinante teoria della
complessità, su cui si misurano gli scienziati di tutto
il mondo e che dalle discipline scientifiche è stata
declinata all’organizzazione aziendale.
Protagonisti dell’incontro sono stati sicuramente Alberto
Felice De Toni
e Luca Comello, autori del libro “Prede o ragni - uomini
e organizzazioni nella
ragnatela della complessità”, ma anche gli imprenditori
presenti capaci di mettersi in discussione e di rivedere proprio
quegli schemi su cui hanno costruito la loro storia di successo.
Un atteggiamento di ascolto da cui potranno sicuramente germogliare
iniziative forti per rilanciare le nostre imprese e la cucina
italiana.
E parlando di capacità di innovare, vogliamo anche
citare chi, uomo o azienda,
trova il coraggio di inseguire un sogno, di trasformarlo in
un’impresa e di sfidare così la difficoltà
e complessità del momento. Sempre a Verona, per fare
nomi e cognomi, sono state presentate due novità di
rilievo, entrambe frutto di un sogno.
La prima è la creazione del nuovo polo veronese della
cucina da parte di Alberto Minotti e della famiglia Maistri
in cui si vogliono concentrare le peculiarità più
interessanti di singole aziende, da sole forse troppo deboli,
per rilanciarle con la forza di un gruppo.
La seconda è il progetto Moka, voluto da Luca Barbato
e Luigi Chiarion, in cui
si sperimentano nuovi concetti e materiali, mettendo in moto
competenze e reti di conoscenze preziose. Degli sviluppi futuri
dei due progetti nessuno può
avere la certezza, ma di entrambi ammiriamo il coraggio e
ad entrambi auguriamo il successo che si meritano anche solo
per avere dato a un sogno la concretezza del fare che contraddistingue
tutte le nostre imprese.
Raffaella Razzano
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