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Editoriale
    di Raffaella Razzano
     
 

Dal sogno al progetto

     
   

Le difficoltà sono il banco di prova su cui si misurano le qualità più profonde
di un uomo e, di conseguenza, anche di un’azienda. Nel panorama odierno ci sono molte realtà che, pur avendo ancora riserve e buone potenzialità, lasciano morire i progetti più innovativi, invocano lo stato di crisi per tagliare costi e risorse umane, che si sono sedimentati negli anni di abbondanza, e rimangono alla finestra in attesa che passi la tempesta. Altre aziende, e ne abbiamo già parlato più volte, pur avendo lo stesso atteggiamento di attenzione ai costi si sono concentrate su attività nuove che possano, anche solo tatticamente, dare ossigeno.
Non solo alla “cassa”, ma anche alla mente e al cuore delle persone che ne
sono coinvolte. Un atteggiamento positivo e propositivo che è comune a tutto
il Gruppo Cucine di Assarredo che continua a investire per “innovare” le proprie aziende, con una nuova e doverosa attenzione ai problemi gestionali e manageriali.
In quest’ottica, il 21 ottobre, a Verona, è stato organizzato un incontro,
aperto anche ai non associati, in cui si è discusso dell’affascinante teoria della
complessità, su cui si misurano gli scienziati di tutto il mondo e che dalle discipline scientifiche è stata declinata all’organizzazione aziendale.
Protagonisti dell’incontro sono stati sicuramente Alberto Felice De Toni
e Luca Comello, autori del libro “Prede o ragni - uomini e organizzazioni nella
ragnatela della complessità”, ma anche gli imprenditori presenti capaci di mettersi in discussione e di rivedere proprio quegli schemi su cui hanno costruito la loro storia di successo. Un atteggiamento di ascolto da cui potranno sicuramente germogliare iniziative forti per rilanciare le nostre imprese e la cucina italiana.
E parlando di capacità di innovare, vogliamo anche citare chi, uomo o azienda,
trova il coraggio di inseguire un sogno, di trasformarlo in un’impresa e di sfidare così la difficoltà e complessità del momento. Sempre a Verona, per fare nomi e cognomi, sono state presentate due novità di rilievo, entrambe frutto di un sogno.
La prima è la creazione del nuovo polo veronese della cucina da parte di Alberto Minotti e della famiglia Maistri in cui si vogliono concentrare le peculiarità più interessanti di singole aziende, da sole forse troppo deboli, per rilanciarle con la forza di un gruppo.
La seconda è il progetto Moka, voluto da Luca Barbato e Luigi Chiarion, in cui
si sperimentano nuovi concetti e materiali, mettendo in moto competenze e reti di conoscenze preziose. Degli sviluppi futuri dei due progetti nessuno può
avere la certezza, ma di entrambi ammiriamo il coraggio e ad entrambi auguriamo il successo che si meritano anche solo per avere dato a un sogno la concretezza del fare che contraddistingue tutte le nostre imprese.


Raffaella Razzano

   
 
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