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FABER
     
     
 
ANNIVERSARIO FABER - 50 anni al futuro
     

Abramo Galassi
presidente
e fondatore del
Gruppo Faber

Carta di identità Gruppo Faber


TUTTI I NUMERI DI UN BIG

Anno di fondazione dell’industria Faber,
produttrice di cappe aspiranti per cucina, 1955

Marchio principale Faber

Posizionamento marchi
Faber (leader in Italia
India e Turchia), Futurum (leader in Scandinavia),
Mepamsa (leader in Spagna), Spar (leader
in Argentina), Roblin (3a posizione in Francia)

Posizione
tra i primi tre produttori mondiali

Quota di mercato
in Italia
leader, una cappa su due è Faber

Internazionalizzazione del Gruppo

presente in 13 paesi di tre continenti

11 stabilimenti produttivi
tre in Italia (uno a Sassoferrato - AN, e due a Fossato di Vico - PG), uno rispettivamente in: Svezia, Francia, Spagna, Turchia, Russia, India, Cina, Argentina

4 sedi commerciali
nel mondo Germania (Faber Deutschland-Freiburg), Grecia (Faber Flavia - Atene), Ucraina (Flaminia Ukraine - Kiev), Usa (Faber Usa - Wayland MA)

Dipendenti
1.346 di cui 949 all’estero

Valore consolidato della produzione 2004

200 milioni di euro

Produzione
annua 2,65 milioni di cappe
 

Come i compleanni per le persone, gli anniversari importanti delle aziende inducono a ripercorrere le tappe principali della loro storia e, nello stesso tempo, sono l’occasione per capire come si affronteranno le prossime sfide. Per questo i 50 anni di Faber, azienda leader nella produzione di cappe aspiranti, non vogliono essere solo il pretesto per scrivere la biografia industriale di un’impresa italiana di grande successo, ma piuttosto il punto di partenza per capire le nuove strategie su cui costruire il futuro.
E a rispondere alle domande non poteva essere che Abramo Galassi, presidente e fondatore di una realtà che oggi è diretta dal figlio Alvaro Galassi, attuale amministratore delegato del Gruppo che, ricordiamo, ha consolidato nel 2004 un fatturato di 200 milioni di euro, impiega 1.346 dipendenti, di cui 949 all’estero, e realizza una produzione annua di 2,65 milioni di cappe.


Con Faber nasce e si sviluppa a Fabriano il polo più importante al mondo per la produzione di cappe, ma già dagli anni ’70 l’azienda, antesignana anche in questo, punta all’internazionalizzazione, creando nel tempo filiali commerciali e siti produttivi in 13 paesi, di tre continenti.
Quali sono oggi i piani industriali del Gruppo? Nel breve periodo si sta lavorando in un’ottica di consolidamento e di maggior integrazione possibile delle numerose realtà del Gruppo Faber, senza però fermarsi pensando che si sia raggiunto il miglior risultato possibile.
È evidente che la concorrenza proveniente da paesi come la Cina o la Corea non può far dormire sugli allori nessuno, per cui occorre essere pronti a cogliere tutte le opportunità future.
L’ingresso nel Gruppo di una multinazionale come importante azionista quali prospettive può aprire per l’espansione su altri mercati?
Le più ampie immaginabili, in particolare attraverso sinergie commerciali, e non solo, nei paesi dove una delle due realtà è oggi leader e l’altra non è sufficientemente presente. In tempi di globalizzazione e delocalizzazione quanto
vale ancora la competenza di un distretto produttivo integrato?
Operare in un distretto continuerà ad avere i suoi vantaggi, a condizione che il cosiddetto indotto diventi esso stesso competitivo e non un freno allo sviluppo. Per questo è fondamentale che le aziende del distretto investano in innovazione, in ricerca e amplino i propri orizzonti anche all’estero. Nello stesso tempo occorre rafforzare il legame tra imprese produttrici di prodotti finiti e aziende specializzate nei componenti per la loro realizzazione, in una logica di partnership e non di semplice rapporto cliente-fornitore. L’obiettivo d’altra parte è comune: far crescere le aziende per garantire un futuro alle stesse e alla gente che ci lavora.
Per Faber la competizione mondiale oggi si gioca di più sull’innovazione di prodotto o sull’efficienza dei processi industriali?
I due aspetti rivestono la stessa importanza. L’innovazione di prodotto per contrastare, attaccandola, la concorrenza squalificata, in particolare quella che non rispetta le regole del gioco. O quella che può contare su vantaggi competitivi impensabili in Europa, come il basso costo della manodopera. Efficienza dei processi perché consente di mantenere alti i livelli di qualità e nello stesso tempo sotto controllo i costi di produzione. In termini progettuali quali sono le nuove frontiere dei sistemi di aspirazione e quanto è significativa per voi la collaborazione con l’industria italiana del mobile per cucina?
La cappa si evolve nel design ma anche come funzione d’uso. È diventata elemento di spicco per l’arredamento della cucina e si è trasformata in elettrodomestico che offre non solo aria pulita. Sicuramente l’opportunità di lavorare a stretto contatto con i più importanti marchi italiani di arredamento della cucina ha stimolato molto la nostra capacità creativa nel proporre soluzioni di prodotto sempre più all’avanguardia nel design e nelle funzioni.
Faber ha sempre avuto uno stretto legame con il proprio territorio, dove ha manifestato interessi filantropici legati alla vita artistica, culturale e sociale.
Quali sono i prossimi passi per rafforzare questa vocazione?
A breve è prevista una pubblicazione scientifica che narrerà anche per immagini i due restauri dei capolavori di Gentile da Fabriano realizzati presso la Galleria degli Uffizi di Firenze.
Infine, come uomo e come imprenditore, qual è il valore più significativo che ha voluto trasmettere ai suoi figli? Che bisogna amare il lavoro, che bisogna
credere in quello che si fa e che non è fatica impegnarsi senza sosta per ottenere i risultati voluti per sé e per la società in cui si vive.

 


Le tappe più significative
Nel corso di una recente intervista apparsa su Milano Finanza, Abramo Galassi, ripensando a come è cambiata l’azienda, risponde: «Cinquant’anni fa avevo 32 anni e un solo operaio. Facevo l’amministratore unico, il venditore, il progettista e il dattilografo…
Oggi abbiamo 1.400 dipendenti di cui 400 assunti nel 2004, produciamo 2,65 milioni di cappe all’anno e siamo l’azienda leader in Italia e tra
i primi tre produttori mondiali». Tra le righe di questa risposta ci sono ben cinquant’anni di storia, scandita da tappe importanti che vogliamo ripercorrere, per capire come la forza e l’intelligenza imprenditoriale di un uomo e della sua squadra possa dare vita a imprese di successo che ancora oggi, in tempi di sfide complesse, sono un modello industriale
vincente. Alle origini c’è Faber Plast Srl, che nasce l’11 giugno 1955 come azienda specializzata nella lavorazione delle materie plastiche e delle resine sintetiche.
Viene fondata da Abramo Galassi insieme a tre amici. La sede è in un appartamento preso in subaffitto.
Dopo 8 mesi Galassi assume il primo operaio e nel ’56 effettua la prima vendita: una vaschetta da bagno per bambini. Nel ’57 il secondo articolo prodotto è un piatto doccia adatto per le spiagge mentre sono del 1958 le prime cappe per cucina in plexiglas. Parallelamente l’azienda opera come terzista per le industrie di strumenti musicali della zona Osimo-Castelfidardo- Recanati e produce schienali per televisori.
Nel 1963, grazie all’inserimento di un aspiratore all’interno di una cappa per cucina a tiraggio naturale, Faber produce, per prima in Italia, una cappa aspirante.
Tra il 1967 e 1969 gli operai sono ormai oltre un centinaio e la gamma è abbastanza ampia per affrontare i mercati esteri. Nel ’70 lo sviluppo copre anche i mercati francese, tedesco e olandese.
Nel 1972 Faber Plast S.p.a. diventa Faber S.p.a. e nel 1973 viene costituita Flaminia S.p.a. che facilita lo sviluppo dell’attività sul piano internazionale.
Il distretto fabrianese della cappa si sviluppa a seguito di spin off dalla Faber. Negli anni ’80 l’azienda continua a crescere. Le strutture vengono ammodernate e la produzione automatizzata. Nel 1982 apre la filiale tedesca Flaminia Deutschland, mentre nel 1987 si costituisce la holding Finfaber S.p.a. con l’obiettivo di coordinare al meglio le partecipazioni.
Nello stesso anno, nasce ACF S.r.l. che progetta e realizza sistemi di automazione per le esigenze produttive del gruppo.
Viene anche aperta l’agenzia commerciale Flaminia UK in Gran Bretagna, cui nel 1990 segue Faber USA per gli Stati Uniti e il Canada. Nei primi anni ’90, l’azienda sigla la joint venture con Mepamsa, leader nel trattamento dell’aria domestica in Spagna, e nella gamma Faber entrano anche stufe catalitiche e deumidificatori. L’inaugurazione del nuovo stabilimento automatizzato di Sassoferrato risale al 1991 e nel 1992 viene acquisita Tecnodomus che produce cappe in resine poliuretaniche strutturali. È del 1993 la joint venture con Industrias Spar San Luis SA, in Argentina, leader nelle apparecchiature per il trattamento dell’aria domestica, di cui nel ’95 Faber acquisisce i 2/3.
Nel 1995 Faber conclude l’accordo per la creazione della joint venture Flaminia Aspirator in Turchia. Sempre nel 1995 Flaminia S.p.a., prima, e Faber S.p.a., poi, ottengono la certificazione del Sistema Qualità secondo le norme ISO 9001.
Nel 1996 vengono costituite Flaminia Ukraine, agenzia commerciale con sede a Kiev, e Nanjing Flaminia, a Nanchino, la prima azienda europea che produce cappe in Cina. Nel 1997 Faber consolida la penetrazione nei mercati asiatici con la costituzione di Faber Heatkraft, joint venture produttiva in India.
Mentre nel 1998, con l’acquisizione di Roblin SA, prestigiosa società francese produttrice di cappe di arredamento a marchio Pierre Roblin, e l’apertura nel 1999 dell’agenzia commerciale Faber Flavia ad Atene, l’azienda marchigiana sbarca anche in Francia e in Grecia.
Nel frattempo, viene avviata la ristrutturazione e l’ampliamento
della sede storica di Fabriano. Il 2000 si apre con la costituzione di Fasar srl, azienda di ricerca avanzata nel campo dell’elettronica, mentre nel 2001 vengono ampliati gli stabilimenti Faber e Flaminia. L’azienda consolida la leadership anche nei mercati internazionali grazie all’acquisizione di Futurum, in Svezia, e all’acquisizione del 100% di Mepamsa Group SL. In Russia viene costituita un’altra joint venture produttiva, Faber Luki. Contemporaneamente, in Italia, Faber Spa e Flaminia Spa subiscono un processo di fusione per incorporazione insieme alla Finfaber Spa e alla Tecnodomus Srl, dando vita alla Faber Spa. Nel 2002 i laboratori del gruppo ottengono l’accreditamento NEMKO
per l’esecuzione delle prove di sicurezza e dei test in maniera autonoma.
Sempre nello stesso anno, per garantire il servizio post-vendita anche oltre i confini nazionali, viene avviato il nuovo Servizio Europeo di Assistenza Tecnica per i prodotti Faber. A marzo il professor Abramo Galassi viene eletto imprenditore dell’anno - sezione Global - “per la più efficace azione imprenditoriale sui mercati internazionali”.
Nel 2003 il Sistema Integrato Qualità, Sicurezza e Ambiente di Faber viene certificato dall’ente SGS secondo le norme ISO 9001:2000, OHSAS 18001 e ISO 14001. In quanto tra le prime aziende al mondo, ed unica nel suo settore, a raggiungere questo traguardo, Faber riceve il prestigioso attestato di eccellenza SGS, il numero 001.
Ad agosto 2004 l’ingresso della multinazionale svizzera Franke,
rappresenta la premessa per una collaborazione dalle ottime prospettive, grazie ad una visione strategica aziendale comune.
 
 
 
 
 
 
   
 
 
   
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