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I numeri di Fissler
• Data di fondazione:
1845
• Impianti produttivi:
2, a Idar-Oberstein
e Neubrücke, Germania
• Fatturato: 119 Milioni
di euro
• Quota export: 55%
• Linee in produzione:
oltre 20 tra pentole,
padelle e set
• Dipendenti: 730 tra
la Germania e il resto
del mondo
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Idar-Oberstein
è un tranquillo centro della Renania Palatinato noto
(oltre che per aver dato i natali a Bruce Willis) per le miniere
di pietre dure attive sin dal medioevo
e, una volte esaurite, per i laboratori di taglio e incisione
che ancora lavorano
ed esportano pietre provenienti da tutto il mondo. Ma qui
ha sede anche la Fissler,
uno dei principali produttori di pentolame in acciaio. Fondata
nell’ormai lontano 1845
come piccola azienda familiare, è oggi leader di mercato
in Germania. Nei due
siti produttivi si svolgono tutte le fasi del processo di
produzione, con alcune linee
completamente automatizzate, dalla tranciatura dei dischi
in acciaio inox di
altissima qualità all’imbutitura-stampaggio con
le presse (per cui la Fissler vanta un
brevetto mondiale), sino alla lucidatura, alla saldatura dei
fondi termodiffusori, dei
manici e, per alcune linee, all’applicazione dell’antiaderente
o delle decorazioni.
Un impianto è dedicato alla produzione dei coperchi.
Anche gli elementi realizzati da
terzisti (essenzialmente alcune manicature) provengono rigorosamente
da aziende
della zona. Un’attenzione alla qualità che si
riverbera anche nella logistica: l’azienda
può infatti contare su un magazzino completamente automatizzato.
Anche i dipartimenti di ricerca e progettazione sono interni.
Un percorso produttivo e progettuale che fa di innovazione
e qualità i suoi punti di forza.
Ne è un’esempio eclatante la nuova serie Intensa
in cui ogni elemento: il coperchio
posizionabile nel manico della pentola,il dispositivo ThermoStar
che indica quando la temperatura arriva al massimo, il coperchio
che consente di scolare, la forma impilabile… è
improntato alla sintesi fra funzionalità e design.
Caratteristiche che insieme all’assoluta garanzia del
made in Germany fanno
si che l’aziende non tema la concorrenza dell’Estremo
Oriente. “Anzi – precisa
Stephan Lückenkötter, direttore export – attualmente
Cina e Corea sono fra i nostri
principali mercati di riferimento: abbiamo una filiale a Shangai
che cura le esportazioni in questo Paese dove il brand si
sta consolidando come declinazione di made in Europe”.
Una strategia vincente, basata sulla netta e univoca caratterizzazione
del marchio, che sta consentendo all’azienda di accrescere
la sua competitività.
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