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Uno dei punti di
partenza per definire una valida strategia per un retailer
è la segmentazione del mercato di riferimento. Le modalità
sono varie. La prima è quella per fasce generazionali,
gruppi di popolazione compresi in un determinato arco di età
e caratterizzati da una certa omogeneità dei comportamenti
d'acquisto. La generazione Y comprende le persone nate a partire
dalla fine degli anni 70. Nel suo ambito rientrano i bambini
(dai 6 ai 14 anni) e i giovani adulti (15-25). I primi hanno
sempre più soldi propri da spendere e sono forti influenzatori
degli acquisti familiari per quanto riguarda una serie di
prodotti (giochi, abbigliamento, alimentari, etc.), i secondi
sono caratterizzati da una forte omogeneità dei consumi
a livello mondiale (abbigliamento e accessori, cibo, passatempi,
consumi culturali). La generazione X comprende i nati fra
la metà degli anni 60 e quella degli anni 70. Sono
la prima generazione che ha vissuto in pieno l'evoluzione
dei costumi familiari e sociali (donne laanne lavoratrici,
aumento dei divorzi, etc.). Possiedono un considerevole potere
d'acquisto, buona conoscenza dei prodotti e del loro valore
e comportamenti d'acquisto molto diversi da quelli dei genitori.
Sono consumatori più infedeli della media.
I "baby boomers" sono la generazione nata nei vent'anni
successivi alla guerra. Si tratta del gruppo numericamente
più consistente e disomogeneo. Nel suo ambito rientrano
sia gli ex sessantottini, cresciuti in un periodo di espansione
ecopansione eco di espansione economica molto lungo, sia generazioni
cresciute nel periodo successivo alla prima crisi petrolifera,
non sufficientemente adulte per godere del breve periodo di
euforia dello yuppismo anni 80.
Pur nella diversità dei comportamenti alcune macrocaratteristiche
di questo segmento sono individuabili in un certo individualismo,
una forte attenzione al tempo libero, al naturale e al benessere.
I senior sono nati prima della guerra e costituiscono un segmento
in forte espansione visto l'allungamento della vita media.
L'attitudine ai consumi di questa fascia sembra in costante
aumento.
I segmenti più affluenti comprano con frequenza viaggi,
seconde case, prodotti finanziari, mobili. Di converso si
tratta anche di quella parte di società dove più
numerose sono le sacche di povertà.
E' bene incrociare i parametri puramente demografici con quelli
relativi al reddito. In ogni segmento sono individuabili sottosegmenti
caratterizzati da forti differenze in termini di reddito procapite,
anche come conseguenza di un fenomeno riacutizzatosi negli
ultimi tempi, quello della polarizzazione nella distribuzione
del reddito: gruppi che aumentano fortemente le loro disponibilità
affiancati da larghe fasce di popolazione che perdono potere
d'acquisto.
Altri criteri di segmentazione da utilizzare sono quelli basati
sui cambiamenti sociali, in particolare il forte aumento del
tasso di attività femminile, la crescente mancanza
di tempo e la rapida crescita del segmento etnico.
L'incrocio di due o più delle variabili descritte porta
alla definizione di segmenti di mercato, più o meno
ampi, che vanno serviti con proposte ben mirate in termini
di formato, assortimento, servizio e rapporto qualità/prezzo.
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