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Allestimento del negozio
   
di Sergio Totti - Totti&Totti
     
 
Window Shopping
     
La merce esposta sul marciapiede appena fuori dall’ingresso, come in questo esempio nell’elegante Rue Saint Honorè a Parigi, può costituire
un richiamo cui difficilmente chi passa può sottrarsi.



 

 

 

L’andar per vetrine rimane uno degli esercizi più praticati dai consumatori di ogni paese. Apparentemente perché non presuppone, almeno nelle intenzioni, acquisti non programmati. Ma, nell’ottica del negoziante, come si può trasformare questa pratica in possibile fonte di vendite? Semplice: attraverso la conoscenza dei comportamenti di acquisto del pubblico all’esterno della vetrina e la conoscenza e l’applicazione di tecniche atte a rendere la vetrina uno stimolo all’ingresso in negozio.
Per meglio spiegare e comprendere, ricorreremo ancora una volta alle ricerche, in particolare a quella appena effettuata sul pubblico che cammina sui marciapiedi di città ad alto tasso di shopping. Questa indagine attesta una serie di fatti che è importante registrare.
Prima di tutto che, se non si ferma sufficiente pubblico davanti alla vostra vetrina, ciò significa che c’è qualcosa che non va nella funzione della vetrina stessa.
Secondo aspetto: sono prevalentemente le donne che guardano le vetrine e lo fanno solitamente in modo molto professionale.
Terzo, il tempo medio per vetrina è di circa quaranta-sessanta secondi. Quarto, quando qualcuno si ferma, ciò attira altre persone. Quinto: chi percorre il marciapiede tenendosi sul lato interno tende a guardare le vetrine più di chi passa sull’esterno; ma chi le guarda da lontano gode solitamente di una visuale migliore. Sesto, chi si ferma a guardare una cosa che lo interessa, è più disposto a lasciarsi attrarre da qualcos’altro nei paraggi.
Basterebbero questi pochi elementi per stabilire che: le vetrine vanno allestite con lo scopo di attirare, stupire, creare uno stato d’animo positivo e di curiosità (meglio sempre presentare in vetrina una o poche cose eclatanti che cento insignificanti!); quindi bastano pochi elementi e una giusta coreografia. Che le vetrine vanno costruite “per” la donna, principalmente, per cui occorre lavorare sui fattori che più colpiscono la sua psiche. Che bisogna tener conto di tutti i fattori ambientali di zona (semafori, scuole, situazioni che possono rallentare o accelerare i flussi) per mettere in atto strategie atte a favorire il window-shopping del vostro negozio. Là dove è possibile è stato utile mettere sulla strada elementi che facessero fermare l’attenzione: pensiamo, per esempio, a un espositore con mazzi di fiori freschi e profumati... invita a soffermarsi e intanto a dare uno sguardo alla vetrina e al negozio. A tutto quanto sopra detto, vanno aggiunti ancora alcuni fondamentali elementi: la luce e il suono. La luce attira, con i suoi effetti, le sue intermittenze, la sua capacità cromatica. E così il suono. Suono non vuol dire fracasso, intendiamoci.
Parliamo di soluzioni che salvaguardino sempre, comunque, la piacevolezza e il buon gusto del pubblico passante.

   
 
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