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    di E. Pasini e L. Aschiero
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Michelangelo Pistoletto

 

 

Bulthaup

 

 

 

Armet, The Metal Box in my room

 

Greenenergy - Jacopo Foggini, Ofigea per Nice

 

Kreaton

 

 

Faber, Glory

 

 

Meritalia

 

 

Lexus, Space Jun

 

 

 

 

Trend
I percorsi progettuali emersi dal Salone del Mobile di Milano sono la vocazione creativa e sperimentale che lega il nuovo rinascimento italiano alle estetiche del laboratorio Brasile.

La 47a edizione del Salone Internazionale del Mobile, con il suo fitto programma di eventi e inaugurazioni in fiera e Fuori ha mobilitato anche quest’anno le energie più vitali della città. Una grande occasione di business, ma anche una sfida importante per il Made in Italy per riaffermare la sua presenza e la sua credibilità sui mercati internazionali.
Come evidenzieremo attraverso una serie di articoli nel 2008, il percorso possibile per affrontare il mercato globale è quello di partire dalle caratteristiche produttive del territorio italiano, dalle specificità culturali che lo contraddistinguono nel panorama internazionale, e dal suo “carattere” altamente riconoscibile. Valori che non solo sono profondamente radicati nella cultura italiana, ma che oggi sono potenzialmente interessanti anche a livello internazionale, tanto che possiamo davvero parlare di un Terzo Rinascimento che rende più competitive le aziende italiane nei confronti delle nuove sfide delle multinazionali e mette in luce nuove potenzialità di business nei mercati emergenti, soprattutto nei paesi del cosiddetto BRIC: Brasile, Russia, India e Cina. Alcune delle caratteristiche culturali di questi paesi emergenti diventano d’altra parte oggi molto interessanti per comprendere le nuove tendenze estetiche, di consumo, di comunicazione e di distribuzione che possono aiutare le imprese italiane a rendere più chiaro il pensiero strategico.
Dedicheremo dunque quest’anno ogni articolo a uno dei paesi del BRIC, iniziando questa volta con il Brasile, considerato come un “laboratorio” di nuove estetiche cariche di stimoli vitali. Questa vocazione creativa e sperimentale è del resto perfettamente compatibile con l’idea di un “Terzo Rinascimento” che può essere oggi riproposto nelle professioni e nel mercato attraverso la valorizzazione del design e la definizione di strategie di lungo termine per il miglioramento della qualità della vita e del suo gusto quotidiano. Proprio i valori rinascimentali, infatti, tornano oggi prepotentemente alla ribalta dell’attenzione generale, partendo dalla cultura del design e dalla valorizzazione della “bottega rinascimentale” come laboratorio nel quale si esprime e si valorizza una creatività collettiva applicata direttamente all’arte del fare. Questo stesso modello ha ispirato quest’anno, come vedremo, l’edizione 2008 del Salone del Mobile, come appare in tanti eventi e installazioni, dalla rivisitazione fatta da Greenaway dell’Ultima Cena di Leonardo alla installazione di Michelangelo Pistoletto per Cittadellarte. Le specificità di un grande paese come il Brasile si incrociano dunque con la sfida del Terzo Rinascimento e sembrano convergere in un unico grande serbatoio di stimoli e indicazioni.
Tre tendenze collegano e identificano similitudini e differenze tra i due Paesi, Brasile e Italia: la trasformazione pluriversa, l’emotion soustenible, la perceptione virtuosa.

La creatività senza confini

Kreaton è una piccola azienda tra Milano e Torino che propone per ora un unico prodotto, diventato rapidamente un piccolo cult. Il designer Sergio Nava ha ideato un kit che fornisce la base di una lampada e i pezzi, simili ai mattoncini del Lego, per comporla, secondo una serie di forme che possono essere modificate a piacere.
“Questa lampada non ha idea. È idea essa stessa. Tu puoi inventarla e reinventarla. Questa lampada non esiste”, trovate scritto nel loro sito (www.kreaton.it); una grande installazione ripropone il concetto agli eventi Fuori Salone della Triennale Bovisa, dando spazio alle capacità creative e combinatorie di ognuno.
Uno dei grandi protagonisti del Salone 2008 è il “mondo del fare” con una serie di stimoli molto diversi che propongono una nuova ricerca sui processi produttivi, cognitivi e di pensiero la cui interpretazione innovativa stimola la creatività e aiuta a trasformare il caos in energia vitale. L’arte, il gioco, il colore, la libera composizione, entrano nel mondo dell’ufficio e rompono definitivamente le frontiere che separavano i diversi mondi.
Michelangelo Pistoletto ha proposto alla Loggia dei Mercanti una serie di installazioni per Cittadellarte in cui il protagonista è l’Uomo di Leonardo e soprattutto il suo equilibrio tra valori del fare e valori dello spirito.
Il SaloneUfficio, novità di quest’anno, propone un ambiente di lavoro che diventa sempre più simile a un parco giochi e a un laboratorio artigianale. In modo analogo, gli ambienti domestici riscoprono la creatività della funzione, come nel bel monoblocco cucina b2 di Bulthaup, progettato traendo ispirazione dall’armadio e dal piano di lavoro di un falegname, in modo da dare una collocazione funzionale a oggetti e attrezzature “eliminando tutto ciò che non è indispensabile”.
La stessa scomposizione libera e creativa della funzione è presente nel nuovo progetto “The metal box in my room” realizzato da Mark Anderson in collaborazione con Armet, produttrice di mobili per ufficio (www.armet.it), e Akzo Nobel leader mondiale nel settore delle vernici. I nuovi prototipi realizzati da Anderson partendo dalla produzione standard di Armet delle classiche scaffalature per ufficio sono ottenuti attraverso “inserti creativi” e verniciature particolari che rendono ogni pezzo flessibile, unico, particolare. Workshop 6, il nuovo atelier laboratorio di Mark Anderson, è dunque uno spazio in progress che rappresenta la possibilità di sperimentare le possibilità creative e combinatorie dei materiali più comuni della esperienza di lavoro quotidiana.
In questa tendenza che abbiamo chiamato Trasformazione Pluriversa l’estetica, nella sua espressione multiforme e nelle sue dinamiche evolutive, lavora sul confine tra diversi mondi e ci consegna una realtà da ripensare, ricreare, ridisegnare. Un mondo in permanente trasformazione in cui il verso è multiplo, e in questo percorso il Design Thinking è quanto di più vicino ci sia all’esperienza rinascimentale di incrocio tra arte, spirito e tecnologia, di cui le invenzioni di Leonardo rimangono l’esempio più elevato.
In questo gioco ad incastri dalle innumerevoli possibilità il “laboratorio Brasile”si sta rivelando in questi anni una fonte inesauribile e interessante di nuovi stimoli vitali. La capacità di scendere a compromessi con la trasformazione più radicale, governandone gli elementi più «ingovernabili», può portare alla creazione di un sapere distribuito, moltiplicatore per il potenziamento delle facoltà creative e progettuali.

La sostenibilità diventa emozione

La sostenibilità costituisce oggi il tema di riflessione e sviluppo che maggiormente stimola investimenti economici e psichici. Se anche la Silicon Valley si è trasformata in un luogo focalizzato sulle qualità ambientali e le innovazioni, la chiave vincente risulta essere quella della sostenibilità vissuta in termini emozionali e non più esclusivamente ideologici, attraverso cui i progetti vengono vissuti soprattutto come arricchimenti della propria integrità personale. Il mondo della politica, della scienza, del consumo e dell’arte convergono verso una rinnovata attenzione nei confronti dell’ambiente e delle sue risorse. Queste tematiche diventano il terreno su cui misurarsi non solo in termini di riflessione, ma anche di nuova creatività, responsabile e consapevole. Si fa strada una nuova forma di utopia per la prima volta realizzabile: interventi creativi affrontano temi di bio e socio diversità, puntano alla valorizzazione delle risorse e alla convivenza per un contributo consapevole e visionario di sostenibilità planetaria.
Se queste tematiche costituiscono un filo conduttore trasversale generale, imprescindibile ormai nella ideazione e progettazione dei prodotti del living (domestico ed extradomestico), è pur vero che alcuni progetti si sono distinti per interesse durante i giorni del Salone del Mobile. Per chi si fosse trovato a passare dalle parti dell’Università Statale di Milano, in via Festa del Perdono, e fosse entrato nel cortile principale, l’effetto sorpresa sarebbe stato assicurato.
Disposti sul prato e lungo i lati del quadrilatero si stagliavano le ecoinstallazioni dell’evento Greenenergy, organizzato da Interni e con la collaborazione di famosi designer per promuovere la cultura della sostenibilità con una chiave spettacolare.
Al calare della notte, le installazioni coloravano il buio, mentre le arcate del chiostro erano dipinte da poetiche installazioni di luce. Democratic Ecology di Philppe Starck, è il prototipo di una turbina a vento, Solar Tree di Ross Lovegrove per Artemide, lampade per esterni che funzionano ad energia solare, la cui forma ricorda un albero con grandi bolle in cui sono collocate le celle solari. Jacopo Foggini ha realizzato l’elemento di maggiore impatto visivo: Ofigea per l’azienda Nice, specializzata in sistemi di automazione per la casa. Si tratta di un elemento emblematico di un approccio possibile e auspicabile in futuro per la produzione, in chiave di sostenibilità: questo enorme “biscione” luminoso è costituito da centinaia di dischi in materiale “rigenerato, illuminati da led” che porta a un 70% di risparmio energetico. L’utilizzo stesso di uno spazio pubblico, come l’università milanese, ha costituito un palcoscenico di grande piacevolezza per avvicinare e fare sperimentare direttamente le potenzialità di una domesticità veicolata dai valori della sostenibilità.
Sostenibilità e benessere in cui il recupero di una dimensione di silenziosità esistenziale è obiettivo prioritario, della innovazione di alcune aziende, tra cui Fantoni che ha presentato al Salone Ufficio, Natural Office Fantoni, il risultato della propria espressione progettuale nei confronti dell’idea di benessere negli spazi dell’ufficio. Il design declina una idea di comfort che parte fortemente da caratteristiche di innovazione tecnica: pannelli fonoassorbenti della gamma Acoustic Pannelling e il sistema radiante e fonoassorbente Climacoustic. Interessante anche la proposta delle nuove cappeclimatizzatori da cucina SilK di Faber, l’azienda marchigiana che utilizza illuminazione a basso consumo (Led) per queste cappe che abbattono fortemente a soglia della rumorosità.

L’attenzione verso la totalità

Il tema della percezione è chiaramente diventato il più sensibile nello scenario attuale, sia in termini estetici che di qualità percepita. La percezione riguarda i processi, i materiali, i dettagli, e quindi i nuovi criteri di valutazione dell’esperienza, riconoscendo quel virtuosismo creativo che nel Rinascimento affiancava le virtù cristiane, esprimendosi nella creatività di un Michelangelo o di un Raffaello.
L’esaltazione dell’esperienza sensoriale nella sua integralità pone al centro dell’attenzione il corpo come sostanza della realtà, come essenza delle relazioni con il mondo, come parametro cardine per comprendere la materia.
La progettazione degli spazi, dei servizi, dei prodotti e delle esperienze e performance estetiche testimonia il rimando ad un’idea forte di fisicità e ad un rapporto sensuale ed organico con la realtà in cui il corpo si riconosce.
Il designer Mario Bellini ha realizzato per Meritalia, gli imbottiti Stardust dalla linea essenziale e pulita, riempiti al loro interno di capsule d’aria della grandezza di una tessera magnetica e illuminati da led a basso consumo posti all’interno che rendono il divano un elemento quasi magico e sensoriale.
All’interno di questa tendenza, la corporeità diventa “ponte” tra il mondo interiore dell’individuo e la natura; il rapporto che si costruisce tra queste due entità collega più piani: emozionale, intellettuale e spirituale. Si compie così il passaggio dal virtuale al virtuoso.
Tale appariva il progetto Elastic Diamond, proposto da Lexus al Fuori Salone alla Permanente, per presentare la nuova auto ibrida Lexus LFXh e che fa parte dalla linea Lexus Lfinesse.
L’azienda anche quest’anno ha proposto un’esperienza che mescola più livelli della percezione, partendo dall’idea che è possibile ottenere la massima elasticità della materia superandone la fragilità.
Poetiche installazioni (cuori bianchi che svelano ritmicamente l’interno o altissimi reticolati pulsanti alla frequenza cardiaca) rimandavano a questo concettoguida.

   
 
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